• Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English
Il quotidiano online del trasporto marittimo

Il quotidiano online del trasporto marittimo

logo shipping italy
  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report
  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report
Il quotidiano online del trasporto marittimo

Il quotidiano online del trasporto marittimo

Navi

Naufragio in Mar Nero, serve l’intervento internazionale

Volontari ed esperti lottano contro il disastro ambientale ma per l’ammiraglio Caligiore occorre una missione europea

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
30 Dicembre 2024
Stampa
kirch strait

Contributo a cura di Ammiraglio Isp. (CP) a.r. Aurelio Caligiore * 

* Commissario presso la Commissione Pnrr-Pniec del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase)

 

Il naufragio delle due petroliere nello Stretto di Kirch era chiaro, da subito, poter essere etichettato come un “disastro ambientale”, tanto è vero che ha rilasciato, stimati per difetto, almeno 3.700 tonnellate di olio combustibile pesante (heavy fuel oil), stando alle valutazioni fatte da Greenpeace.

Questo prodotto, conosciuto come “mazut”, presenta caratteristiche di alta densità e viscosità ed ha ricoperto specchi acquei e lunghi tratti costieri, causando una devastazione diffusa. I video che facilmente si trovano in rete mostrano maree nere, spiagge chiazzate di catrame e fauna selvatica gravemente colpita i cui ultimi esemplari sopravvissuti lottano per sopravvivere. L’impatto ambientale percepibile va ben oltre la contaminazione immediata in quanto l’olio combustibile denso, a differenza degli idrocarburi più leggeri, è difficile da recuperare e può persistere nell’ambiente per diversi anni; gli esperti sono concordi nel prevedere che i suoi effetti sugli ecosistemi marini, sulla pesca e sugli habitat costieri saranno gravi e profondi, con danni a lungo termine e pesanti ricadute sulla biodiversità.

La situazione in atto, segnalata da molti volontari che sono accorsi sul teatro delle operazioni, mette in risalto l’assenza di sufficienti risorse governative locali: i volontari sono intervenuti per cooperare con le autorità locali impegnati nello sforzo di pulizia lungo la costa, soprattutto in vicino della località turistica di Anapa, sulle rive del Mar Nero. Questa specie di “Armata Brancaleone” dispone soltanto di pale e strumenti rudimentali, e da diversi giorni sta lavorando instancabilmente per contenere l’impatto enorme causato della fuoriuscita. Malgrado la sua generosità, i suoi sforzi sono superati dalla portata del disastro.

Riportiamo le parole di uno dei volontari in una intervista rilasciata ad un’Agenzia di stampa comunitaria: “Le autorità locali non stanno affrontando la situazione, non hanno le risorse per questo; una tale catastrofe non può essere sconfitta con le pale!”

A questo punto occorre dispiegare tutte le attrezzature specialistiche e includere le esperienze ed i tecnici del settore disponibili in campo internazionali per poter affrontare adeguatamente la devastante crisi ambientale che ha colpito quell’area del Mar Nero.

A questo punto, mi chiedo e chiedo alle Autorità internazionali perché non è stato proclamato lo stato di emergenza ambientale come da “Black Sea Contingency Planning for Marine Oil Spill”, sottoscritto nel 1992 dai sei Paesi che si affacciano nel Mar Nero (Turchia, Russia, Romania, Ucraina, Bulgaria e Georgia) con la conseguente attivazione delle risorse previste nello stesso piano operativo di emergenza; chiedo inoltre all’Europa unità perché non sono state forniti i mezzi e gli strumenti stoccati nello Eas (Equipment assistance services) di Varna (Bulgaria), pieno zeppo di tutti gli strumenti necessari per portare avanti una vera ed incisiva azione di contenimento dell’inquinante.

Cosa ancora si sta aspettando per organizzare una vera e propria missione internazionale che dia sostegno e supporto tecnico alle autorità e ai volontari impegnati in una battaglia veramente difficile e complessa. L’ambiente marino colpito da questo gravissimo inquinamento, paragonabile soltanto ai casi Erika (1999) e Prestige (2002), bisogna sentirlo come nostro; a nostro avviso, occorre una mobilitazione larga e di adeguato livello professionale che vada ben oltre il generoso slancio dei ragazzi volontari che sono accorsi sul posto; a questo punto non è più differibile sviluppare un’efficace azione di contenimento, contrasto e bonifica che noi europei, per esperienza diretta, storia marittima e cultura tecnica, siamo in grado di poter dare.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY 

SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI

Attenzione: errori di compilazione
Indirizzo email non valido
Indirizzo email già iscritto
Occorre accettare il consenso
Errore durante l'iscrizione
Iscrizione effettuata
Market Report
Tutte le notizie
Francesco di Cesare –
Passeggeri in crescita e record crociere nel 2025 secondo il primo Rapporto sul Maritime Tourism
Elaborato da Risposte Turismo, il report analizza in modo integrato crociere, traghetti e nautica. Nel 2026 previsti oltre 15,3 milioni…
  • charter
  • crociere
  • Francesco Di Cesare
  • nautica
  • rapporto 2025
  • Rapporto sul Maritim Tourist
  • Risposte Turismo
  • traghetti
2
Market report
30 Luglio 2026
Fedespedi container
Nei container traffici in aumento, ma i margini dei liner si riducono
Secondo l’analisi Fedespedi sul mercato dei box i volumi continuano a crescere, ma eccesso di capacità e calo dei noli…
  • container
  • Fedespedi
2
Market report
29 Luglio 2026
756440933_2082631469011770_3214453723155528420_n
Crolla il traffico navale nello Stretto di Bab el Mandeb
Anche a Hormuz passaggi al lumicino negli ultimi giorni: secondo Clarksons la capacità di esportazione dai gasdotti di bypass potrebbe…
  • Clarksons
  • Houthi
  • marittimo
  • navale
  • traffico
3
Market report
28 Luglio 2026
Psa Genova Pra’ container in coperta
In lieve calo a giugno (62,6%) l’affidabilità delle navi portacontainer
Il mese è comunque ad oggi il secondo migliore del 2026 sotto questo profilo
  • container
  • puntualità portacontainer
  • Sea-Intelligence
1
Market report
28 Luglio 2026
image
I blank sailing stanno crescendo più della capacità container
Il mercato attuale, evidenzia Sea Intelligence, è caratterizzato da tassi di rimozione di stiva tra il 10% e il 14%
  • blank sailing
  • overcapacity
  • Sea-Intellligence
1
Market report
27 Luglio 2026
Il quotidiano online del trasporto marittimo
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English

© SHIPPING ITALY (Riproduzione riservata – All rights reserved)
Testata iscritta nel registro stampa del Tribunale di Genova n.608/2020 edita da Alocin Media Srl
Direttore responsabile: Nicola Capuzzo

  • Informativa Cookie
  • Informativa Privacy
  • P. IVA: 02499470991
Credits: Edinet s.r.l. - Pietra Ligure (SV)