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L’occhio di Anac sulla gara per la stazione marittima di Catania

L’Adsp dovrà comunicare entro la settimana come si porrà di fronte ai rilievi sul project financing aggiudicato ad Osp. Palermo intanto anticipa la risposta all’Anticorruzione

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
13 Gennaio 2025
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Catania stazione marittima

L’affidamento del maxi appalto dell’Autorità di sistema portuale del Mar di Sicilia orientale per lo svolgimento per 25 anni di servizi di interesse generale nei porti sotto giurisdizione dell’ente e per la realizzazione in project financing della nuova stazione marittima di Catania potrebbe anche essere annullato.

Lo ventila l’Autorità nazionale Anticorruzione, che poco prima di Natale ha concluso l’istruttoria sulla gara in project financing, aggiudicata al consorzio proponente guidato dalla palermitana Operazioni e servizi portuali: “Si conclude il procedimento affermando la rilevanza dei vizi esposti per le ragioni indicate in parte motiva (erronea determinazione del valore della concessione, indicazione generica della documentazione posta a base di gara, con particolare riferimento ai requisiti di partecipazione), e rimettendo alle discrezionali valutazioni di competenza dell’ente concedente in ordine alle misure più opportune da adottare in proposito, ivi incluso l’annullamento in autotutela della procedura di affidamento”.

Il rilievo su cui Anac s’è maggiormente soffermato, evidenziando come potrebbe aver favorito il proponente-aggiudicatario, è quello relativo al valore della concessione: “Si è aggravato il procedimento e determinata una differenziazione tra il proponente (che conosce perfettamente il progetto, avendolo proposto), gli operatori economici italiani (ai quali è stato richiesto uno sforzo ricostruttivo del valore della concessione, senza avere tutti gli elementi a disposizione) e gli operatori economici stranieri (che avrebbero dovuto sobbarcarsi anche l’onere traduttivo, invero garantito da una pubblicazione corretta)”.

Inoltre, pur ad esito di un confronto protrattosi per mesi, Anac ha concluso che “dagli atti esaminati non si rinvengono elementi utili alla comprensione delle voci sinteticamente riportate nella sezione dei ricavi del conto economico del Pef, essenziali per la verifica della conservazione dell’equilibrio economico finanziario dell’operazione lungo tutta la durata del rapporto concessorio e per la valutazione di eventuali azioni di riequilibrio del piano stesso”, che “deve ritenersi incongrua e non proporzionata tutta la valutazione effettuata dall’ente concedente in relazione ai requisiti speciali e aggiuntivi da richiedere agli operatori economici partecipanti” e che “il disciplinare richiede requisiti sovrabbondanti e non coerenti con le lavorazioni richieste dal progetto, omettendo la richiesta di attestazioni Soa in altre categorie di lavorazioni previste dal progetto”, con “evidente, grave pregiudizio alla concorrenza”.

L’Adsp avrà tempo fino alla fine della settimana per comunicare ad Anac le proprie assunzioni sulla gara, ma, pur riservandosi ogni decisione, “da prendersi consultando i nostri legali”, il presidente Francesco Di Sarcina, ha evidenziato come “le osservazioni riguardino un bando già ampiamente scaduto e, soprattutto, mai impugnato da chicchessia” (un ricorso fu ritirato nei primi mesi dell’anno).

Sarebbe invece già risolta, secondo quanto riferito dall’Adsp del Mar di Sicilia occidentale, un’altra rilevazione di Anac su atti dell’ente palermitano. Anche in questo caso al centro dell’attenzione c’è un affidamento venticinquennale di servizi di interesse generale in capo ad Osp, in project financing, nei porti di Palermo e Termini Imerese, avvenuto nel 2020. Due anni dopo l’Adsp estese tale appalto a Porto Empedocle e ad alcune aree di Trapani provvisoriamente fino a metà 2025, interpellando essa stessa Anac l’anno scorso per un parere sulla possibilità di allineare la durata della concessione a quella originaria.

Anac ha contestato la “difformità dalla normativa” dell’estensione provvisoria e quindi sancito l’impossibilità dell’allineamento, chiudendo l’istruttoria con una formale rimessione all’ente della “valutazione di eventuali azioni a tutela dell’interesse pubblico al fine di garantire la gestione dei servizi in esame nei porti di Trapani e Porto Empedocle”. Il termine per la risposta scadrà a fine mese, ma l’Adsp ha fatto sapere di aver già affidato provvisoriamente a due altri soggetti i servizi in questione, “azzerando quella estensione provvisoria e anticipando il parere dell’Anac. Inoltre entro la prima meta di quest’anno sarà bandita la gara d’appalto”.

A.M.

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