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La nave Saipem 10000 è arrivata in Egitto per il maxi giacimento Zohr di Eni

Ripartono le trivellazioni su due pozzi nel campo estrattivo che si preannuncia molto generoso per la produzione di gas naturale

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
30 Gennaio 2025
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Saipem 10000

Secondo quanto comunicato dal locale Ministero del petrolio e delle risorse minerarie, la drill ship Saipem 10000 è appena arrivata nelle acque egiziane per iniziare i lavori di trivellazione di due pozzi in acque profonde nel campo di Zohr, situato 200 chilometri a nord di Port Said, nella zona di Shorouk.

Ciò avviene a breve distanza di tempo dal discorso al Senato del ministro Karim Badawi durante il quale è stato annunciato che le attività di sviluppo di Zohr sarebbero appunto riprese e che a gennaio sarebbero iniziate le perforazioni di due pozzi con l’obiettivo di raggiungere 220 milioni di piedi cubi di gas al giorno. Nei mesi scorsi, a causa di incertezze burocratiche ed economiche, l’Eni aveva diminuito gli investimenti necessari per mantenere i livelli di produzione.

Scoperto nel 2015, il campo Zohr è entrato in funzione nel 2017. La produzione del campo ha raggiunto 2 miliardi di piedi cubi al giorno (bcfd) nel 2018 e 2,7 bcfd nel 2019 , quando Eni sperava di raggiungere l’obiettivo di 3,2 bcfd entro la fine dell’anno.

La società italiana classifica il campo come supergigante, contenente 480 milioni di barili di petrolio equivalente (mmboe). Per quanto riguarda il gas naturale, si dice che sia il più grande campo mai scoperto nel Mediterraneo.

A dicembre 2017 Eni aveva annunciato l’avvio “in meno di 2 anni e mezzo, un tempo record per questa tipologia di giacimento, della produzione del super-giant a gas di Zohr. La scoperta, che si trova nel blocco di Shorouk, nell’offshore dell’Egitto a circa 190 chilometri a nord di Port Said, ha un potenziale di oltre 850 miliardi di metri cubi di gas in posto (circa 5,5 miliardi di barili di olio equivalente). Zohr, scoperto ad agosto 2015 e ottenuto l’autorizzazione all’investimento dopo soli 6 mesi nel febbraio del 2016, rappresenta la più grande scoperta di gas mai effettuata in Egitto e nel Mar Mediterraneo e sarà in grado di soddisfare parte della domanda egiziana di gas naturale per i prossimi decenni”.

Eni possiede una quota di partecipazione del 60% nella concessione Shorouk, Rosneft il 30% e BP il 10%. La società è co-operatore del progetto attraverso Petrobel, detenuta pariteticamente da Eni e dalla società di stato Egyptian General Petroleum Corporation (EGPC), per conto di Petroshorouk, una società detenuta pariteticamente da Eni e dalla società di stato Egyptian Natural Gas holding Company (EGAS).

Eni è presente in Egitto dal 1954, dove opera attraverso la controllata IEOC Production BV.

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