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Interviste

Gasselin (Contship) annuncia: “Siamo in gara per i nuovi equipment di Lsct”

Entra nel vivo il piano d’investimenti del gruppo terminalistico che punterà sull’automazione. Nel 2025 attesa una crescita dei volumi e un crescente lavoro di transhipment

di Nicola Capuzzo
16 Febbraio 2025
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Milano – Il Contship Logistics Forum e la presentazione a Milano della settima indagine sui corridoi logistici dei container elaborata da Srm sono stati anche l’occasione per Matthieu Gasselin, amministratore delegato di Contship Italia, di fare un ‘punto nave’ con SHIPPING ITALY sulle risultanze della survey e sui prossimi investimenti e progetti che riguardano il La Spezia Container Terminal.

Dott. Gasselin partiamo dal cercare di trarre una conclusione su quanto emerso al Forum? Si è parlato di intelligenza artificiale, di intermodalità e di ex-works, però sembra che su tutti questi temi ci sia ancora molto da lavorare. Che cosa concretamente si può fare da domani per vedere qualche container  in più sui treni, per iniziare a testare l’intelligenza artificiale e per cercare di cambiare il paradigma dell’ex-works?

“Il primo obiettivo era di concordare sulla situazione, quindi mi sembra che, più o meno, tutti pensiamo di essere in ritardo, abbiamo problemi infrastrutturali, anche generazionali e problemi di formazione. Secondo me abbiamo raggiunto un consenso sulla situazione attuale; sul da farsi non credo che abbiamo raggiunto ancora un punto chiaro però sarebbe stato molto ambizioso pensare di farcela in tre ore. Abbiamo concordato sulla necessità di mettere giù dei progetti e delle idee semplici per arrivare a disegnare un percorso.

La vera sfida è che questo percorso non debba durare due anni.”

Intanto al La Spezia Container Terminal prende concretamente avvio una nuova fase di investimenti?

“Un cantiere per il consolidamento del molo Fornelli est è già partito ma sono lavori dell’Adsp e sta procedendo bene. Non abbiamo avuto grossi problemi operativi e siamo riusciti a operare sfruttando il Fornelli ovest, il Molo Garibaldi e poi è un momento di volumi un po’ bassi quindi ci è andata bene. Avremo una fase di chiusura totale della banchina set ma l’abbiamo ridotta da 3 a 2 settimane quindi, in vista delle navi che dovranno arrivare, non vediamo problemi, solo qualche mal di pancia da parte di alcune compagnie ma è normale quando si chiude la banchina più utilizzata. Quello comunque è un intervento che si chiude a metà marzo.”

In termini di equipment anche Cntship a La Spezia, come preannunciato da Psa a Genova, guarda convintamente all’automazione?

“Sul Molo Ravano siamo in gara adesso per assegnare tutti gli equipment. Avremo tutte le gru di piazzale a controllo remoto e quelle di banchina con il set-up per un futuro remote-control. Inizieremo però a usarle in manuale.

Si parla di 4 gru di banchina, 20 gru di piazzale, 2 Rmg e 24 mesi d’attesa prima di riceverle e vederle entrare in attività.

Questo rientra nel piano di sviluppo del terminal che si compone anche di una fase di costruzione delle infrastrutture che andrà in parallelo all’ordine per la fornitura dell’equipment dal momento che hanno  gli stessi tempi di costruzione e completamento.”

Il ridisegno delle alleanze fra linee container per Lsct cosa significherà? Prevedete volumi in aumento nel 2025?

“Facendo i debiti scongiuri vediamo nel 2025 un aumento dei volumi, le alleanze ci portano nuovi servizi, quindi il futuro sembra positivo. Anche perché stiamo per investire 350 milioni di euro, quindi un po’ di volumi ci servono e abbiamo avuto rassicurazioni da tutte le compagnie marittime, nessuna esclusa, che Spezia è un porto strategico per loro, sia in import che in export. Abbiamo iniziato a fare anche un po’ di transhipment e le compagnie stanno prendendo sempre più posizione su Spezia. Abbiamo un obiettivo con il nuovo terminal: di aumentare del 70% i volumi movimentati, quindi dobbiamo arrivarci.”

E’ tornato l’ottimismo?

“Tre anni fa, di fronte a questa stessa domanda, sarei stato più dubbioso, adesso invece vedo davvero una grande opportunità di crescita perché dietro alle banchine stiamo costruendo tutte le infrastrutture e i servizi che servono al porto. Il porto stand alone non ce la farebbe ma invece, con tutta la comunità spezzina e altri operatori come Medlog e altri player, stiamo creando una forza logistica che va nell’hinterland e arriva a Spezia. Secondo me tutto questo riuscirà a far svoltare il porto; ne sono abbastanza convinto di questo.

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Nuove incertezze e vecchie abitudini per i corridoi logistici dei container in Italia

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