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Porti

Porti e treni merci: Trieste in forte calo mentre Spezia si avvicina al vertice

Secondo Fermerci le difficoltà infrastrutturali dureranno fino al 2026 per questo è fondamentale anticipare al 2025 il nuovo periodo tariffario che prevede la riduzione dei pedaggi per il trasporto ferroviario merci

di Nicola Capuzzo
22 Febbraio 2025
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Trieste Marine Terminal treni container (15)

Il porto di Trieste negli ultimi quattro anni ha perso il 17,5% di treni merci effettuati: dai 9.269 convogli del 2021, saliti poi a 9.334 l’anno successivo, lo scalo giuliano è sceso agli 8.617 del 2023, per poi crollare ancora a 7.647 l’anno scorso. Ciò significa un decremento di 1.687 treni merci negli ultimi due anni.

La leadership nazionale di Trieste (Campo Marzio) è ora minacciata da vicino dal porto di Spezia che, seppure risulti anch’esso in calo dai 8.665 treni del 2021 ai 7.608 del 2024, è risalita rispetto ai 7.237 del 2023. Al terzo posto, anch’esso in crescita, si posiziona il porto di Ravenna con 7.253 treni merci l’anno scorso, in crescita rispetto ai 6.981 di un anno prima ma lontano dai 7.674 del 2021.

In realtà la medaglia di bronzo spetterebbe a Genova perchè la somma delle due stazioni principali in porto porta a un totale di 8.235 treni nell’esercizio passato. Genova Voltri ha raggiunto 5.661 treni merci nel 2024 (5,932 era stato il picco del 2022), mentre Genova Marittima ha totalizzato 2.574 treni l’anno scorso (3.328 nel 2022).

Seguono poi Marghera con 4.577 convogli, Livorno (Calambrone) con 2.746, Savona (Parco Doria) con 2.341, Monfalcone con 1.848, Brindisi con 1.174, Civitavecchia con 863,  S. Ferdinando (Gioia Tauro) con 811, Ancona con 127 e Piombino con 58.

Le statistiche (fonte Rfi) sono state fornite a SHIPPING ITALY da Fermerci e commentate dal direttore generale dell’associazione, Giuseppe Rizzi in occasione del convegno ‘Ferro-gomma-acqua: l’intermodalità e il porto di Genova’. “La stessa crisi che sta attraversando il ferroviario merci nazionale ha un riverbero anche nei porti” ha detto Rizzi, secondo il quale i numeri parlano chiaro: “-5% dei treni-chilometro rispetto al 2021 sul territorio nazionale e nell’insieme dei porti circa -6% del numero treni rispetto al 2022. Questo conferma che il settore è ancora in crisi e sta affrontando una transizione infrastrutturale complessa”.

Per il direttore di Fermerci “è assolutamente positiva la misura introdotta in Legge di Bilancio che consente alle Autorità di Sistema Portuale di stanziare sostegni per la manovra ferroviaria merci in ambito portuale. Ci auguriamo che questa misura venga attuata dal maggior numero di Adsp possibile. Considerate le difficoltà infrastrutturali che dureranno fino al 2026, con picchi nel 2025 – ha proseguito – è fondamentale anticipare al 2025 il nuovo periodo tariffario che prevede la riduzione dei pedaggi per il trasporto ferroviario merci. L’Autorità di Regolazione dei Trasporti (Art) ha già espresso parere favorevole. Riteniamo che sia una misura indispensabile per sostenere il settore in questa fase critica”.

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