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Cantieri

Il porto di Genova si prepara al primo bunkeraggio di Gnl su una nave di Explora Journeys

L’ammiraglio Pellizzari ha annunciato l’imminente firma dell’autorizzazione per la nuova costruzione in via di completamento presso lo stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
19 Marzo 2025
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Explora II – Fincantieri (1)

Genova – Nel prossimo futuro il porto di Genova ospiterà per la prima volta un rifornimento di gas naturale liquefatto su una nave, cosa che già è avvenuta in altri scali come Spezia e Trieste.

Ad annunciarlo, durante l’assemblea di Genova for Yachting, è stato l’ammiraglio Piero Pellizzari, direttore marittimo della Liguria e comandante della locale Capitaneria di Porto. “Sto per firmare l’ordinanza per rifornire con Gnl una nave in costruzione da Fincantieri a Genova” ha detto parlando più in generale delle complessità dello scalo anche in materia di nuovi carburanti. Il riferimento specifico riguarda la nuova nave Explora III per il marchio Explora Journeus (Gruppo Msc) attualmente in costruzione a Sestri Ponente.

Il rifornimento avverrà attraverso bettolina, quindi in modalità ship to ship, e da dove arriverà il gas naturale liquefatto ancora non è dato saperlo. nei mesi scorsi era stata Edison ad assicurare il rifornimento nel porto di Trieste a navi da crociera di Silversea e di Princess Cruises mentre Msc Crociere in Mediterraneo negli ultimi due anni ha pubblicizzato accordi sia con TotalEnergies che con Shell Western Lng.

“La questione ambientale tocca anche il porto e la nautica: a Genova dovranno esserci delle specializzazioni, anche in tema di carburanti. A Venezia è stato avviato un progetto per l’idrogeno e qualcosa di simile ho letto che sta emergendo anche a Genova” ha affermato Pellizzari. Che nell’occasione ha ricordato anche il tema del “secondo distributore di carburante per gli yacht”, un progetto promosso da Femo Bunker (azienda del gruppo Fratelli Cosulich). “Posizionare un distributore di benzina su grossi yacht è complesso, non è assolutamente semplice. Esistono anche temi di safety e di security, incluso come far arrivare il carburante” sono state le sue parole.

A proposito di accessibilità nautica e di spazi l’ammiraglio ha ricordato che “sono cresciute le esigenze di spazi perché sono cresciute le dimensioni delle navi. Delle navi da 400 metri ne sentiremo parlare sempre di più anche perché avremo profondità adeguate. Ma anche di navi da diporto da 150 metri di lunghezza sulle quali facciamo le stesse attività di security che avvengono sulle navi commerciali”.

Pellizzari ha voluto anche “spezzare una lancia in favore del commissario Seno e su quanto fatto dall’Adsp in questi mesi; le carte sul tavolo le ho viste e ci hanno lavorato lungamente. Ci sono tematiche ancora da sciogliere con momenti di confronto che ci devono essere e sono importanti. A Portofino è stata fatta un’analisi di rischio per vedere se navi da 50-60 metri possono attraccare così come è stato fatto a Genova per accogliere le navi portacontainer da 400 metri”.

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