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Bunicci all’assemblea di Fedepiloti: “Preoccupati per dazi e dark fleet” (VIDEO)

Soddisfazione espressa per un anno senza sinistri, ritiro del ricorso contro i nuovi criteri tariffari, chiusura favorevole di procedimenti civili e penali in corso

di Giuseppe Orrù
8 Aprile 2025
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Roberto Bunici (Fedepiloti) assemblea 2025

Roma – “Situational awareness”, la consapevolezza della situazione, è il tema con cui si è aperta a Roma la 78esima edizione dell’assemblea di Fedepiloti, Federazione nazionale dei Piloti del Porto, il consueto momento di incontro e confronto fra professionisti del cluster marittimo, autorità e aziende.

Nella sua relazione, il presidente di Fedepiloti, Roberto Bunicci (della corporazione di Ravenna), ha tracciato un quadro articolato dell’attuale scenario operativo, caratterizzato da profonde trasformazioni nei traffici marittimi, da nuove minacce alla sicurezza e da una crescente complessità regolatoria e tariffaria.

La Federazione ha evidenziato la vulnerabilità dei porti italiani – hub strategici e ad alta intensità operativa – in un contesto globale segnato da guerre convenzionali e ‘ibride’, escalation di dazi, e modifiche significative alle rotte, in particolare per la contrazione dei transiti nel Canale di Suez. A ciò si aggiunge la crescita preoccupante della cosidetta dark fleet, composta da unità non tracciabili o sub standard, che compromette la sicurezza della navigazione e aumenta il rischio ambientale.

Nel suo ruolo di ausilio all’Autorità Marittima, la categoria sottolinea la necessità di un rafforzamento del presidio istituzionale e della cooperazione internazionale, e si dichiara pronta a contribuire in modo attivo alla tutela della navigazione e alla security portuale.

Dal punto di vista economico, si registra nel 2024 una contrazione dei traffici nei primi mesi dell’anno, legata principalmente alle tensioni nel Mar Rosso. Il fatturato dei servizi di pilotaggio ha segnato un incremento limitato (+1,06% sul 2023), nonostante l’applicazione su base annua degli adeguamenti tariffari. La crescita biennale del fatturato, che sarà base per il rinnovo tariffario 2025-2027 in fase istruttoria presso il Ministero dele Infrastrutture e dei Trasporti, si attesta a +8,27%, con una distribuzione non omogenea tra i porti. L’analisi previsionale considera un’inflazione programmata crescente tra il 2025 e il 2027 (fino al +2,00%), con impatto diretto sul calcolo dell’Eb.

La Federazione auspica che il sistema tariffario, riformato nel precedente biennio per garantire coerenza con la normativa europea e trasparenza procedurale, non venga nuovamente messo in discussione da azioni isolate. L’opposizione al sistema, da parte di singoli armatori, viene considerata pretestuosa e in contrasto con l’interesse generale, soprattutto in un momento in cui è necessario rafforzare la coesione tra gli attori del cluster marittimo.

Sul fronte assicurativo e contenzioso, si evidenzia un bilancio positivo: nessun nuovo sinistro registrato nel 2024, rinnovo biennale della copertura assicurativa per tutti gli aderenti, e chiusura favorevole di procedimenti civili e penali in corso. Il ritiro del ricorso dell’Unione Piloti sui criteri tariffari rappresenta infine un segnale di distensione e conferma la bontà del metodo di confronto tra istituzioni e categorie professionali.

I piloti aderenti a Fedepiloti ribadiscono la centralità della sicurezza come asset strategico, non comprimibile per ragioni di mero interesse economico, e riaffermano la volontà di contribuire all’efficienza e alla competitività del sistema portuale nazionale in un quadro di collaborazione, trasparenza e responsabilità condivisa.

“Il legame tra la valutazione del rischio e la situational awareness – ha detto Bunicci – è fondamentale per la gestione efficace dei rischi, volta non solo a garantire la sicurezza nei nostri porti e la gestione delle emergenze, ma ad aumentare anche l’efficienza e la produttività”.

“Entrambi i concetti – ha proseguito – si riferiscono alla capacità di comprendere e reagire agli eventi in tempo reale, ma con un focus leggermente diverso. In sintesi, la valutazione del rischio è il processo di identificazione, analisi e gestione dei rischi potenziali che potrebbero influire su un obiettivo, un progetto o una situazione. In questo processo, si cerca di quantificare la probabilità che un evento negativo si verifichi e l’impatto che potrebbe avere; il che solitamente porta alla pianificazione di azioni di mitigazione. La consapevolezza situazionale, riguarda invece la capacità di percepire e comprendere gli eventi che accadono in un ambiente in tempo reale, interpretare il significato di questi eventi e prevedere le azioni necessarie. Si riferisce alla consapevolezza, di ciò che sta accadendo attorno a noi, di come questi eventi possano evolvere e di come rispondere adeguatamente”.

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