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Ad Aponte (Msc) il controllo dei terminal di CK Hutchison (esclusa Panama)

La compagnia di crociere del gruppo ginevrino diventerà anche azionista (con Carnival e Royal Caribbean) del cantiere navale a Grand Bahamas che riceverà due maxi bacini di carenaggio

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
14 Aprile 2025
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L’operazione del secolo nel terminalismo portuale container resta ancora aperta e Msc ne sarà protagonista.

È quanto avrebbe riferito a Bloomberg una fonte anonima informata del dossier a proposito dell’acquisizione, annunciata a inizio marzo, da parte di una cordata composta da BlackRock Inc., Global Infrastructure Partners e Terminal Investment Limited del 90% di Panama Ports Company, la società del gruppo CK Hutchison che gestisce i terminal container di Balboa e Cristobal, e dell’80% del restante business portuale del conglomerato di Hong Kong (43 terminal in 23 paesi, Cina ed estremo oriente esclusi) per 22,8 miliardi di dollari.

Ricordato come il closing, inizialmente previsto per il 2 aprile, sia stato rimandato sine die in ragione dei malumori cinesi e dell’intervento di Pechino in chiave antitrust, Bloomberg ha svelato alcuni dettagli inediti sull’architettura dell’operazione.

Contrariamente a quanto filtrato inizialmente, infatti, sarebbe Til, controllata dal gruppo armatoriale-logistico Msc (e partecipata complessivamente al 30% circa da Blackrock e dal fondo sovrano di Singapore Gic), a tenere le fila del deal, col pieno possesso del pacchetto da 43 terminal. Gip sarà azionista di maggioranza, invece, a Panama (che vale circa il 4% dell’intera operazione), dove comunque Til avrà una quota del 49%. Secondo quanto riferito da Diego Aponte, figlio del patron di Msc Gianluigi, a Shipmag, “Til avrà il 70%, BlackRock il 20 e il fondo di Singapore (Gip, ndr) il 10%”.

Sempre secondo Bloomberg l’operazione sarebbe ancora soggetta a due diligence, a reciproche verifiche e al parere delle diverse autorità antitrust coinvolte e il perimetro potrebbe cambiare. Il magnate elvetico si è però detto “tranquillo” sul prosieguo dell’accordo: “Nel giro di poco tempo si chiarirà tutto con i diversi soggetti coinvolti. Compresi i cinesi. Con reciproca soddisfazione. L’acquisizione andrà in porto”.

A proposito invece di cantieristica navale dalle Bahamas rimbalza invece la notizia che Msc entrerà nell’azionariato Grand Bahama Shipyard tramite una joint venture con almeno due dei tre attuali azionisti, vale a dire Carnival Corporation e Royal Caribbean Group (il terzo azionista al 20% è Port Group Ltd, una partecipata della Grand Bahama Port Authority). Lo ha rivelato Dave Skentelbery, amministratore delegato del cantiere navale, con una dichiarazione al media locale Tribune Business; l’operazione sarà sottoposta alle necessarie approvazioni governative, normative e antitrust.

L’ingresso del gruppo ginevrino coincide con l’avvio di un ambizioso piano d’investimenti da 600 milioni di dollari per l’acquisto e la messa in esercizio di due nuovi bacini di carenaggio.

Secondo alcuni esperti il fatto di collaborare con Carnival e Royal Caribbean e investire nel cantiere navale di Grand Bahama avrebbe senso per Msc poiché le consentirebbe di intervenire e di poter dire la sua sull’accesso delle navi alla struttura per riparazioni e refitting, anziché dover subire passivamente le decisioni dei due competitor sulla programmazione e sull’occupazione dei acini. L’intervento di un altro socio consentirà al tempo agli attuali azionisti di condividere e ridurre l’onere del finanziamento richiesto per lo sviluppo infrastrutturale del cantiere navale.

Grand Bahama Shipyard ha dichiarato in precedenza di voler più che triplicare il suo fatturato annuo, portandolo a 250 milioni di dollari entro cinque anni, dopo che l’investimento di 600 milioni di dollari nei due nuovi moli lo rednerà “pronto a rivoluzionare il panorama delle riparazioni navali”.

Il primo bacino, il più piccolo, avrà la possibilità di sollevare fino a 93.500 tonnellate di stazza lorda e lunghe fino a 357,39 metri. Il suo arrivo a Freeport è previsto per il quarto trimestre del 2026, con la prima nave in arrivo a Capodanno. L’altro “mega bacino” sarà in grado di sollevare 130.000 tonnellate e di ospitare navi lunghe fino a 413,96 metri; il suo arrivo è atteso per il terzo trimestre del 2026 e sarà operativo entro la fine del 2026.

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