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Affonda in porto il trasporto merci ferroviario

Quadro allarmante nel terzo rapporto Fermerci sul settore, complici i lavori Pnrr: “Occorrono sostegni pubblici”

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
16 Aprile 2025
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fermerci salvini 2025

Diminuzione dei treni-km a livello nazionale, calo del numero di treni merci nei porti, contrazione dell’attività negli impianti di ultimo miglio ferroviario e interruzioni della rete prorogate fino al 2027: è questo il quadro critico delineato dal III Rapporto Annuale sul trasporto ferroviario merci, presentato oggi alla Camera dei Deputati, presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari, da Fermerci.

“È un momento estremamente complesso – ha detto il Vicepresidente del Consiglio e Ministro ai Trasporti e alle Infrastrutture Matteo Salvini intervenuto alla presentazione – sui tempi dei lavori stiamo facendo il massimo ma sono ottimista e dopo questo periodo i dati in prospettiva sono pesantemente in crescita”.

Il Ministro dopo aver espresso apprezzamento per la crescita dell’Associazione Fermerci si è soffermato su alcuni dei progetti in campo: “Dopo aver messo in sicurezza il ferrobonus stiamo lavorando con il viceministro Rixi alla riforma della governance dei porti e delle autorità portuali. Stiamo inoltre cercando di trovare finanziamenti per le aziende in difficoltà che vogliamo accompagnare in questo momento di difficoltà. Conto di ridurre al massimo periodo temporale del vostro disagio, sono ottimista e fiducioso”.

Dai dati del Rapporto emerge che il numero di treni-km è in calo per il terzo anno consecutivo, registrando un -5% nel periodo 2021-2024. Nei porti nazionali si osserva una flessione significativa: tra il 2022 e il 2024, il numero complessivo di treni in origine e in destino è diminuito del 6%. Un trend che riguarda anche gli impianti di ultimo miglio ferroviario, compromettendo l’efficienza dell’intera filiera logistica ferroviaria.

A complicare ulteriormente la situazione è il protrarsi delle interruzioni ferroviarie dovute alla realizzazione delle opere previste dal Pnrr, che continueranno almeno fino al 2027, ben oltre le tempistiche inizialmente previste. Una condizione che impatta duramente sulla capacità operativa degli operatori ferroviari, già sotto pressione per le criticità strutturali del comparto.

“I cantieri sono tutti operativi – ha spiegato Aldo Isi, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana -, stiamo modernizzando la nostra rete alla fine dei lavori avremo una infrastruttura più sicura, efficiente e stabile per il mercato”.

Il presidente di Fermerci Clemente Carta ha sottolineato la necessità di certezze per il trasporto ferroviario merci: “È fondamentale garantire un quadro regolatorio stabile e prevedibile, affinché le imprese possano programmare gli investimenti e operare in modo efficiente. Accogliamo positivamente i lavori in corso sull’infrastruttura ferroviaria, che renderanno la rete più sicura e armonizzata con gli standard europei. Tuttavia, fino al completamento di questi interventi, è indispensabile prevedere adeguati ristori economici per gli operatori colpiti dalle interruzioni della rete. In assenza di queste misure, il rischio concreto è quello di compromettere ulteriormente la tenuta del settore, già fortemente provato da una congiuntura economica sfavorevole e da un contesto internazionale incerto. Nonostante alcuni segnali positivi come l’efficientamento della rete e l’aumento della capacità dei treni, il settore resta fragile e necessita di misure strutturali per consolidare il proprio ruolo nella transizione ecologica e nella competitività logistica del paese”.

“Fermerci – ha concluso Carta – rinnova pertanto la richiesta al Governo di rendere strutturali e aumentare gli importi degli attuali incentivi al traffico (ferrobonus e norma merci). Chiede, inoltre, di rifinanziare l’incentivo per l’acquisto di locomotive e carri ferroviari: le imprese hanno già investito oltre 700 milioni di euro confidando in un sostegno pubblico che, ad oggi, non è ancora stato erogato”.

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