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“Più ro-ro e project cargo che container” nel terminal di Adria Port a Trieste dal 2028

Il nuovo a.d. di Aquila – Jens Peder Nielsen – ha spiegato che attualmente la società ‘ungherese’ sta definendo come saranno configurati gli spazi della struttura

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
12 Maggio 2025
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Aquila – Adria port a Trieste (3)

Genova – L’ambizione è quella di essere “parzialmente operativi” nel 2028, per traffici di genere multi-purpose, ma con un occhio più a ro-ro e project cargo che ai container. Lo dichiarato Jens Peder Nielsen nella sua prima uscita pubblica da quando ha ufficialmente assunto le vesti di amministratore delegato Aquila Srl, avvenuta nel corso del III Business Meeting di SHIPPING ITALY.

Nel corso dell’evento, il neo vertice della Srl controllata dalla società statale ungherese Adria Port Zrt – entrato in carica da una settimana – ha innanzitutto fornito un aggiornamento sullo stato dei lavori. “In questo momento l’authority sta costruendo la banchina e facendo i dragaggi”, il cui completamento è atteso nel 2026. Adria Port Zrt, ha aggiunto, sta inoltre aspettando “di avere una risposta positiva da parte del Ministero dell’Ambiente sull’impatto ambientale, ma siamo fiduciosi che entro l’estate o subito dopo avremo le carte in regola”.
Anche se, come detto, il progetto punta a realizzare una struttura aperta a traffici multi-purpose, il manager ha ammesso di concordare con chi vede “più opportunità nei ro-ro e nel project cargo che nei container”. Rispetto al trasporto di rotabili, le potenzialità arriveranno soprattutto dalla Turchia, dove la sfida delle autostrade del mare sarà quella di attrarre traffici che in gran parte ancora oggi si muovono su strada, e dal Nord Africa, come sta iniziando a mostrare il collegamento di Dfds dallo scalo con Damietta, in Egitto. In relazione ai diversi tipi di traffico, ha aggiunto Nielsen, “quello che dobbiamo definire adesso con i colleghi ungheresi è come dovrà essere configurato il terminal” sotto questo profilo.

Nel corso del suo intervento, Nielsen ha anche presentato alcune slide che illustrano nel dettaglio quelle che saranno le caratteristiche principali dell’infrastruttura, che sorgerà nella cosiddetta area ex Aquila in zona Noghere: una superficie di 320mila metri quadrati, con banchine della lunghezza complessiva di 700 metri (650 metri utili), con accesso a navi dal pescaggio di 13 metri. Oltre all’accessibilità via strada, il terminal di Adria Ports sarà inoltre raggiunto da una linea ferroviaria, che sarà riqualificata, fino alla stazione di manovra Aquilinia.

Secondo i progetti banditi dall’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico orientale, con il banchinamento parziale del terminal ro-ro Noghere nel porto di Trieste, le stime parlano di “un volume aggiuntivo di traffico pari a 300.000 Teu equivalenti, con una quota modale ferroviaria pari a 2.500 treni/anno”.

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