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L’Adsp di Napoli smentisce con dati Arpac l’allarme sulle emissioni per i traghetti

Annunziata sottolinea che comunque si deve arrivare al più presto a navi ormeggiate con i motori spenti grazie in primis al cold ironing

di Redazione SHIPPING ITALY
13 Giugno 2025
Stampa
Unitramp Shipbrokers – porto Napoli

Dopo l’allarme lanciato pubblicamente dall’associazione ambientalista Cittadini dell’Aria a proposito dell’emissioni e dell’inquinamento dell’aria generato dai traghetti nel porto di Napoli, la locale Autorità di sistema portuale è prontamente intervenuta per rispondere e smentire queste comunicazioni.

“In merito a notizie diffuse sulla stampa, periodicamente, precisiamo che i rilevamenti effettuati da strutture private, non hanno alcun valore ai fini dell’analisi dei parametri di vivibilità ambientale” sottolinea la port authority campana in una nota. “Le valutazioni dell’Adsp Tirreno Centrale si basano sui rilievi giornalieri effettuati dall’Arpac, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente e, anche gli ultimi dati consegnati nelle ultime 24 ore, confermano che lo stato di salute dell’aria del porto di Napoli non è a rischio ed è in linea con quello della città e di tutte le grandi città portuali” precisa Andrea Annunziata, ommissario straordinario dell’Autorità di Sistema portuale del Tirreno Centrale.

La stessa port uthority nella sua nota aggiunge riporta alcune conclusioni “in un’ottica di trasparenza e a sostegno delle valutazioni degli organi portuali sui temi ambientali” basate sugli ultimi rilevamenti dell’Arpac.

Nei seguenti tre punti le conclusioni: “1) Per quanto riguarda il black carbon, i valori misurati sono in linea con quelli che ci si deve aspettare in aree dove l’inquinamento è prevalentemente dominato dal traffico veicolare. Riferimento: Linee guida dell’OMS”. “2) In merito al biossido di azoto (NO2) i valori orari presentano picchi elevati, con 7 superamenti del limite orario registrato fra febbraio e maggio del 2024 presso il laboratorio mobile installato alla Radice Molo 21, ma la media annuale (2024) misurata dal laboratorio mobile installato permanentemente al molo Angioino ha comunque registrato un valore medio annuo inferiore al limite di legge (36,6 μg/m3 a fronte di un limite di 40 μg/m3). Valori della media annua più elevati si registrano da anni nelle stazioni cittadine del Museo Archeologico Nazionale e della Stazione Centrale e l’NO2 misurato al porto risente sia delle sorgenti cittadine (traffico veicolare, riscaldamenti in inverno) che di un contributo proveniente dal Porto stesso”. “3) In merito alle polveri ultrafini (PM1.0) non esistono limiti fissati dalla normativa a tutela della salute umana, e la criticità di gran lunga più significativa riscontrata al Porto di Napoli è associata ai botti di Capodanno. I valori registrati al Porto sono in linea con quelli riscontrati presso altre stazioni della Campania. Sono necessari ulteriori approfondimenti per valutare un eventuale specifico contributo del Porto”.

Il commissario Annunziata ha aggiunto infine: “Questo non vuol dire che possiamo abbassare la guardia. Dobbiamo arrivare al più presto a navi ormeggiate con i motori spenti. Per questo l’Adsp porterà avanti con forza il progetto del cold ironing il cui cantiere è partito e a breve si passerà al cablaggio dei cavi. Non basterà. Lo sforzo successivo dovrà mirare a una produzione propria di energia pulita. Su questo, come sempre, siamo impegnati in perfetta sintonia con le amministrazioni locali”.

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“Situazione ambientale gravissima” a Napoli per i fumi dei traghetti

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