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Psa Genova Pra’ assume 25 persone e torna a chiedere risposte sul suo maxi-progetto futuro

Il terminal lo scorso dicembre aveva presentato un piano da quasi 1 miliardo per introdurre sistemi di automazione utilizzati già da decenni negli scali in Nord Europa

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
11 Settembre 2025
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PSA Genova Pra’ – container

Il terminal container Psa Genova Pra’ annuncia il potenziamento dei propri servizi grazie a un programma di assunzioni e formazione che ha portato all’inserimento di 25 nuove persone dedicate alla movimentazione dei container “riaffermando il proprio impegno verso la stabilità dei servizi portuali” ma al contempo chiede alle istituzioni “supporto” e “autorizzazioni” per poter realizzare il progetto di sviluppo annunciato lo scorso dicembre “se vogliamo – aggiunge il terminalista – che Genova Pra’ rimanga il terminal container più competitivo del Mediterraneo”.

Cogliendo l’occasione delle nuove assunzioni, Psa Genova Pra’ attraverso il suo amministratore delegato Roberto Ferrari, solleva un tema delicato: “Non vogliamo lanciare nessun allarme, ma è ormai evidente che i mercati internazionali sono profondamente cambiati: negli ultimi cinque anni abbiamo affrontato una serie di shock che hanno impattato su abitudini di consumo, siti di produzione e catene logistiche, con una ripercussione tangibile anche sul nostro settore. Oggi assistiamo – prosegue Ferrari – a picchi e flessi di traffico di merce e nella gestione delle navi nei porti italiani, legati a portacontainer sempre più grandi, all’aumento dei giorni di navigazione a causa dalla crisi del Canale di Suez, al picco di spedizioni import/export con gli Usa anticipate al periodo estivo per evitare i dazi che colpiscono le imprese e ad altri fattori geopolitici che impattano sulla capacità dei nostri piazzali e dei nostri terminal. Un anno fa, in occasione dei 30 anni del nostro terminal avevamo annunciato il progetto, totalmente a carico nostro e pari a un miliardo di euro, per l’ottimizzazione del nostro terminal; le nuove assunzioni e la formazione sono solo una parte di questo impegno. Tuttavia – conclude l’a.d. di Psa Italy – non basta: abbiamo bisogno del supporto e le autorizzazioni delle istituzioni per poter realizzare il nostro progetto”.

Il progetto in questione è volto a implementare l’operatività con il ricorso a una maggiore automazione sulla base delle tecnologie già in uso in oltre 60 terminal tra i più importanti al mondo, sull’esempio dei grandi scali del Nord Europa (come Rotterdam, Amburgo ed Anversa) e di Singapore per un investimento complessivo di 960 milioni di euro. In banchina i mezzi operativi vedrebbero il passaggio dalle gru gommate Rtg alle Asc (automated stacking crane), un maggior numero di equipment elettrici (silenziosi), più engineering e IT.

Nella sua nota Psa, oltre ad annunciare nuove assunzioni e a chiede risposte alle istituzoni (ora che a Genova sono di nuovo in carica un sindaco e un presidente dell’Autorità di sistema portuale), sottolinea un “rafforzamento della partnership strategica con i principali clienti del terminal di Pra’, tra cui le più importanti compagnie di trasporto marittimo mondiale, che collegano lo scalo genovese e i mercati di Italia e Sud Europa con i centri di produzione e di distribuzione globali, come per esempio il servizio AE11/SE2 dell’alleanza Gemini tra Maersk e Hapag-Lloyd, che garantisce il trasporto di merci tra il Mediterraneo — con scali in Italia, Spagna e Marocco — e aree chiave come la Cina centrale e meridionale, il Sud-Est asiatico e l’Oceania, tramite hub come Tanjung Pelepas e Singapore”. Un richiamo probabilmente motivato dal fatto che ad agosto alcune navi di questo servizio avevano saltato Genova Pra’ (a causa della congestione in banchina) preferendo imbarcare e sbarcare i container a Vado Gateway mentre ora tutto sembra essere tornato alla programmazione originaria.

Oggi il terminal portuale Psa Genova Pra’ è uno degli snodi logistici più rilevanti per i traffici commerciali tra Mediterraneo e il Far East, con cinque servizi settimanali da e per i porti dell’Estremo Oriente operati dalle principali compagnie marittime internazionali con navi di capacità compresa tra i 14.000 e i 24.000 Teu, ovvero le navi più grandi al mondo. La centralità del Mediterraneo viene ulteriormente valorizzata dai collegamenti regolari con gli Stati Uniti, con tre rotte marittime a settimana da e per il terminal di Psa Italy,  e verso i mercati in forte espansione come il subcontinente indiano (due servizi settimanali), oltre ai servizi intra-mediterranei che continuano a svolgere un ruolo fondamentale nella rete logistica del Paese.

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