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Economia

Minaccia Houthi ai traffici petroliferi Usa via mare

L’Ue intanto reintroduce e inasprisce le sanzioni contro l’Iran legate al programma nucleare

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
2 Ottobre 2025
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San Saba

Con una nota del Humanitarian Operations Coordination Center di Sana’a i militanti Houthi in Yemen hanno rilasciato una dichiarazione in cui affermano di voler “sanzionare” molte delle principali compagnie energetiche, i loro amministratori delegati e le petroliere che esportano petrolio statunitense.

Nelle dichiarazioni inviate via email ai media occidentali e pubblicate online, il gruppo elenca una dozzina di importanti compagnie petrolifere e trader energetici. Tra queste figurano ExxonMobil, Chevron, Phillips 66, Marathon, Conoco, Valero e altre, insieme ai nomi dei rispettivi Ceo. Nella dichiarazione, il gruppo afferma che queste aziende sono state sanzionate a causa del loro “coinvolgimento nel facilitare l’esportazione, la riesportazione, il trasporto, il carico, l’acquisto o la vendita di petrolio greggio statunitense, direttamente o indirettamente, dai porti statunitensi. Ciò include i trasferimenti da nave a nave (ship-to-ship) – in tutto o in parte – e tramite terze parti”.

Anche una compagnia armatoriale, la Diamond S Shipping, è presente nell’elenco delle società sanzionate dal gruppo, cui sarebbero associate due petroliere registrate nelle Isole Marshall e menzionate nella nota. Entrambe le navi sono state costruite nel 2012 e attualmente sono in navigazione verso il Sud America, Seaways San Saba e Seaways Brazos, ciascuna da 159.000 tonnellate di portata lorda.

Quanto alla natura delle sanzioni, la nota rimanda al “Regolamento sulle sanzioni per gli autori di aggressioni contro lo Yemen o qualsiasi Stato arabo o islamico (Sr-Payais)”, dove oltre a una serie di restrizioni non violente si prevede genericamente “any other penalties”. Ad ogni modo la nota vieta “a Stati, entità e persone di effettuare qualsiasi tipo di transazione con le entità, le persone o i beni elencati. È inoltre severamente vietato l’uso di agenti, intermediari, società di comodo o terze parti per facilitare transazioni vietate per conto delle parti elencate”. E ricorda la “disponibilità a rimuovere enti, beni e persone dall’elenco in conformità con la normativa vigente. L’obiettivo finale delle sanzioni non è la punizione in sé, ma il cambiamento positivo dei comportamenti”.

Intanto il Consiglio dell’Unione Europea, dopo il processo di normalizzazione dei rapporti con Teheran avviato nel 2014 con una prima parziale sospensione di misure restrittive poi estesa nel 2015 e sfociata nella cancellazione completa, ha deciso di reintrodurre le misure restrittive nei confronti dell’Iran, “in risposta al continuo mancato rispetto dell’accordo nucleare. La porta per i negoziati diplomatici rimane aperta”,

Il pacchetto reintrodotto dal Consiglio Ue prevede divieti di viaggio e congelamento dei beni per persone ed entità designate, con divieto di mettere a loro disposizione fondi o risorse economiche; divieti commerciali: restrizioni sull’esportazione verso l’Iran di armi, materiali e tecnologie legate ad attività di arricchimento e missili balistici; congelamento degli asset della Banca Centrale iraniana e delle principali banche commerciali del Paese.

Nuove disposizioni riguardano inoltre: il divieto di importazione, acquisto e trasporto di greggio, gas naturale, prodotti petrolchimici e petroliferi provenienti dall’Iran; il divieto di accesso agli aeroporti Ue per i voli cargo iraniani e divieto di manutenzione/servizi per velivoli e navi iraniane che trasportino beni vietati. il divieto di vendita all’Iran di apparecchiature chiave per il settore energetico, oro, metalli preziosi e diamanti, alcuni tipi di software e attrezzature navali.

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