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“Non vale la pena mettere a repentaglio il Ccnl porti per rivalità sindacali”

Becce (Confindustria Genova) torna sugli scioperi generali e sulla polemica con la Filt Cgil per il mancato preavviso

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
7 Ottobre 2025
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Continuano a bruciare le ceneri dei due scioperi generali svoltisi nelle scorse settimane, che hanno visto in prima fila fra gli altri i lavoratori dello scalo nel capoluogo ligure. Alla puntuta lettera del presidente della sezione Terminal Operators di Confindustria Genova, Luca Becce, aveva risposto con tono altrettanto acceso Filt Cgil, come raccontato da SHIPPING ITALY. Ora per il manager confindustriale, ex rugbista, pare il momento di una sorta di ‘terzo tempo’.

Cosa resta da chiarire Becce?

“Credo sia bene metterla su un piano costruttivo. Da ex presidente Assiterminal e prima responsabile delle relazioni industriali ho guidato la delegazione datoriale per quattro rinnovi del Ccnl. A me sembra sia da sempre, dal luglio 2000, un grande strumento. E mi sembra che, alla luce delle caratteristiche del contratto – i portuali sono la categoria con la maggior diffusione di contrattazione decentrata, i livelli salariali migliori nel comparto industriale se si considera il doppio livello (che copre il 98% dei contrattualizzati) e il maggior tasso di contratti a tempo indeterminato –, anche controparte possa ritenersi e si ritenga soddisfatta”.

E questo come si lega con gli scioperi per Gaza?

“Vi si lega perché la proclamazione in aperta violazione del Ccnl, reiterata per ben due volte in due settimane e malgrado un primo nostro avviso informale, è un unicum in 25 anni. Vale la pena mettere a repentaglio un simile contratto per una dinamica del conflitto davvero povera di contenuti sindacali? Per non farsi superare a sinistra?”

Che intende?

“Il problema era che la Cgil è stata spaventata dal consenso da essa attribuito alle iniziative adottate da sindacati autonomi e antagonisti. Una lettura però erronea a mio avviso, perché il seguito delle manifestazioni contro l’eccidio in corso a Gaza non attiene alla dialettica sindacale, è inutile e dannoso pensare di ‘concorrere’ con altre sigle su questo arrivando addirittura a violare il Ccnl.”

La Cgil però sostiene che il mancato preavviso sia previsto, rifacendosi al passaggio del Ccnl che lo contempla in caso di vulnus costituzionale.

“È un’interpretazione che non condividiamo assolutamente: quante crisi internazionali ci sono state dal 2000 ad oggi? E quanti scioperi da esse motivati? Al limite, di fronte a un’interpretazione così tirata, ci si sarebbe almeno dovuti confrontare con le altre parti sottoscrittrici, non procedere unilateralmente in modo arbitrario. Quanto accade a Gaza merita la massima attenzione e la sensibilità dei lavoratori è un segnale importante, ma non riguarda la dinamica sindacale e un contratto molto efficiente e soddisfacente per tutti, che va salvaguardato col pieno rispetto da parte di ognuna delle parti.”

A.M.

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