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Paroli rivela un primo pezzo di nuovo Prp di Genova alle riparazioni navali

Una parte del lato levante di Molo Giano giudicato come ideale per essere destinato agli allestimenti navali e una parte dei cirocli nautici verrebbe trasferito nell’area del Waterfront di Levante

di Nicola Capuzzo
5 Dicembre 2025
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Genova veduta aerea – Molo Giano

Genova – Il futuro Piano Regolatore Portuale di Genova inizia a prendere forma attraverso i primi progetti di ridisegno a cui l’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale sta lavorando. Un assaggio di quello che avverrà nell’area delle riparazioni navali è stato offerto dal presidente della port authority, Matteo Paroli, durante il suo intervento alla prima edizione del Sailing Super Yacht Forum organizzato dal giornale online SUPER YACHT 24 nel capoluogo ligure.

Oltre a raccontare la propria passione per la vela, coltivata per molti anni nelle classi Fly Junior e Laser, Paroli nell’occasione ha sottolineato la “necessità di nuovi spazi per la cantieristica e la nautica a Genova, poiché quelli attualmente disponibili sono congestionati, insufficienti e richiedono una migliore organizzazione. Da qui la strategia dell’Autorità di Sistema Portuale, articolata su due direttrici: agire subito per razionalizzare e rendere più efficienti le aree esistenti e, parallelamente, programmare ampliamenti e nuove infrastrutture attraverso un percorso condiviso con associazioni, imprese e istituzioni, valorizzando le eccellenze del territorio”.

In questa visione, un ruolo decisivo sarà svolto dal nuovo Piano Regolatore Portuale, lo strumento che permetterà di definire in modo organico l’evoluzione degli spazi, l’espansione delle infrastrutture e la collocazione funzionale delle attività legate alla nautica e alla cantieristica. Paroli ha ricordato che il comparto conta oggi 80 imprese e 3.150 addetti, una filiera altamente qualificata, in costante crescita e strategica per l’economia locale.

“A livello infrastrutturale Genova dispone attualmente di cinque bacini di carenaggio pubblici: strutture storiche che però non rispondono più alle dimensioni richieste dalle nuove costruzioni. Il maggiore, lungo 268 metri, è ormai insufficiente per le grandi imbarcazioni e le unità di nuova generazione. A questi si aggiunge un bacino privato recentemente rinnovato, portando a sei il totale, mentre nell’area di Ponente sono in corso i progetti per un nuovo super-bacino sostenuto da investimenti pari a circa 430 milioni di euro” ha ricordato il vertice di Palazzo San Giorgio.

Che poi ha rivelato quele sarà un primo step del prossimo Piano regolatore portuale: “Un ulteriore elemento di sviluppo – ha detto – sarà rappresentato dalla nuova diga foranea, che consentirà di separare i flussi tra traffico portuale e commerciale, migliorando sicurezza e accessibilità, e liberando al contempo nuove aree a terra fondamentali per l’espansione delle attività produttive. Tra le opportunità individuate, Paroli ha spiegato che “la nuova diga ci consente di liberare spazi a terra nell’area a terra che oggi è adiacente al comparto dei bacini di carenaggio. Nella nostra immaginazione, che vorremmo fosse una suggestione comune, quella di recuperare una nuova banchina, legata alla parte del Molo Giano (lato Levante, ndr) è un obiettivo che dobbiamo assolutamente raggiungere. E’ una banchina importantissima, che ha un ottimo pescaggio e che per allestimeni navali è ideale e perfetta”. Attualmente quella porzione di specchi acquei è occupata da circoli nautici e dai mezzi di Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e pilotine.

Alla domanda se quindi bisognerà sacrificare o rinunciare a ormeggi per la nautica da diporto ‘minore’, Paroli ha risposto: “Il comparto della diportistica e della nautica sociale, che io ritengo qualificata, merita una razionalizzazione ulteriore con un accentramento di ormeggi nella parte più a Levante del porto, con adeguate protezioni e in adiacenza a quella che oggi è l’area del Salone Nautico. Quello è il comparto da destinarsi ai grandi yacht, alla nautica da diporto, all’area delle riparazioni navali, in un concentrato di sostenibilità e di coerenza fra ciò che viene costruito, utilizzato, riparato e cio che viene manutenuto”.

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