“Il mare rimarrà un motore fondamentale di crescita per l’Italia”
Il contributo a firma di Mario Mattioli (Federazione del Mare) pubblicato nell’inserto speciale “Un anno di SHIPPING in ITALY” – Edizione 2025
A questo link leggi l’inserto speciale “Un anno di SHIPPING in ITALY” – Edizione 2025
Mario Mattioli *
* presidente Federazione del Mare
Nel corso di un anno molto intenso come questo 2025, soprattutto per la situazione geopolitica mondiale, la Federazione del Mare ha proseguito la sua missione volta a rafforzare sempre più la strategicità della blue economy, un settore capace di conciliare transizione energetica e competitività.
Abbiamo proseguito la nostra attività nei progetti co-finanziati dall’Ue di cui la Federazione è partner e cioè MED BAN – Mediterranean Blue Acceleration Network per stimolare le PMI della Blue economy dell’UE ad adottare processi più ecologici ed digitali; CallmeBLUE – Cluster Alliance Med Blue per rafforzare le alleanze di cluster esistenti nell’area del Mediterraneo e ad accelerare la cooperazione regionale nord-sud verso l’emergere di cluster marittimi strategici nel Nord Africa, e WIN-BIG – Women in Blue Economy per mappare lo status di genere e le differenze di trattamento professionali nei bacini marittimi e nei settori blu e per sviluppare strumenti di capacity building su misura per rendere l’industria blu europea più equilibrata e sostenibile. A dicembre si è aggiunto il progetto SAFE DIGIMAR, di cui la Federazione è partner insieme a Feport (Federation of European Private Port Companies and Terminals) e a France Cyber Maritime, coordinatore del progetto, per affrontare specificamente le sfide della sicurezza informatica per il mondo marittimo
Una delle chiavi per continuare a promuovere il settore è creare una rete di collegamento tra tutti coloro che compongono il prezioso settore produttivo della Blu Economy, valorizzandoli, ascoltando le esigenze del settore grazie ad un Cluster marittimo in grado di rafforzare sempre più il dialogo tra imprese, istituzioni e mondo della ricerca.
FdM si sta muovendo già da tempo in quest’ottica e nel 2025 ha firmato il protocollo di collaborazione con WSense, la prima realtà a livello mondiale a portare internet in profondità oceanica per acquisire big data, impegnandosi ad adottare programmi e iniziative congiunti volti a promuovere specifiche attività per la divulgazione verso il grande pubblico del valore dell’economia blu e favorire la coscienza pubblica di tutti gli aspetti del mare, a partire da quelli socio-economici, di sviluppo scientifico, tecnologico e tutela ambientale.
Sono orgoglioso di poter dire che il protocollo FdM-WSense apre la strada alla collaborazione tra il cluster marittimo ed altre realtà aziendali legate al mare al fine di creare una vera e propria rete di aziende del settore marittimo con l’obiettivo di stringere alleanze, attrarre investimenti, consolidare le imprese e promuovere l’imprenditorialità nella Blue Economy.
Non meno importanti i protocolli d’intesa firmati con i cluster marittimi della Libia ne della Tunisia con l’obiettivo di promuovere iniziative congiunte in ricerca, innovazione, trasferimento tecnologico, investimenti e sviluppo delle competenze in tutta l’economia blu.
A luglio, una delegazione della Federazione ha preso parte all’Expo Universale di Osaka in occasione della Giornata del Mare in Giappone, al seguito del Ministro Musumeci. È stata un’occasione preziosa per presentare le eccellenze del sistema marittimo italiano e per consolidare relazioni con attori internazionali di primo piano, rafforzando la presenza del nostro Paese in un’area strategica per l’economia globale.
Guardando al 2026, il settore si prepara ad affrontare ulteriori sfide e opportunità, innanzi tutto tenendo conto delle ancora numerose difficoltà per poter rendere green il settore marittimo, non per cattiva volontà degli operatori ma perché mancano le concrete condizioni per poter utilizzare combustibili alternativi. Purtroppo, il comparto si deve confrontare anche con la percezione errata da parte dell’opinione pubblica che crede che sia possibile decarbonizzare già oggi e che le imprese non lo fanno solo perché costa troppo. In secondo luogo, è importante semplificare per ridare competitività al Paese e ai suoi porti e ridurre gap logistico di 70/80 miliardi anno: un valore pari a quello di 2 Leggi Finanziarie. Per questo sarà essenziale accelerare la modernizzazione dei porti, rendendoli non solo più sostenibili, ma anche più interconnessi con il sistema logistico nazionale ed europeo. Anche perché la crescente competizione con i porti del Nord Europa richiede politiche mirate a valorizzare il Mediterraneo come centro nevralgico per il traffico internazionale.
La Federazione continuerà a lavorare per, valorizzare il cluster marittimo in Italia e all’estero: le sfide sono molte, ma altrettanto forti sono le capacità e l’energia del nostro sistema marittimo. È con questa consapevolezza che guardiamo al 2026, confidenti che il mare rimarrà un motore fondamentale di crescita per l’Italia.
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