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“La portualità cresce solo se cresce il sistema che la circonda”

Il contributo a firma di Rodolfo Giampieri (past president Assoporti) pubblicato nell’inserto speciale “Un anno di SHIPPING in ITALY” – Edizione 2025

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
1 Gennaio 2026
Stampa
Giampieri Rodolfo

A questo link leggi l’inserto speciale “Un anno di SHIPPING in ITALY” – Edizione 2025

Rodolfo Giampieri *

* past president Assoporti

Il 2025 si avvia alla conclusione come un anno che ha messo ancora una volta alla prova la resilienza, la visione strategica e la capacità di adattamento del sistema portuale italiano. In un contesto geopolitico attraversato da tensioni che hanno modificato rotte commerciali e catene di approvvigionamento, i porti hanno confermato di essere un’infrastruttura essenziale per il Paese, un punto di equilibrio tra economia reale, sicurezza energetica e continuità dei traffici.

La risposta del settore è stata concreta e misurabile: digitalizzazione accelerata, processi più trasparenti ed efficienti, investimenti rilevanti in tecnologie innovative e un avanzamento significativo nella transizione energetica. Tutto ciò ha rafforzato la competitività degli scali italiani nel Mediterraneo, che oggi più che mai rappresenta il crocevia naturale delle grandi sfide globali.

Molti dei progetti che le Autorità di Sistema Portuale hanno avviato in questi anni hanno trovato nel 2025 una fase decisiva di consolidamento. L’evoluzione dei Port Community System, lo sviluppo dei digital twin, l’introduzione di strumenti predittivi e l’avvio di importanti interventi legati al cold ironing, ai parchi fotovoltaici e alle nuove aree energetiche, mostrano come il sistema portuale abbia abbracciato una trasformazione che non è solo tecnologica, ma culturale. Oggi è chiaro che competitività e sostenibilità non sono più visioni parallele: sono le due gambe su cui cammina il futuro dei porti italiani. Ovviamente se ciò viene fatto in maniera sostenibile anche da un punto di vista economico e sociale.

Rimangono alcuni nodi da risolvere come le complessità autorizzative e la lentezza di alcuni iter che richiedono una semplificazione coerente che speriamo possa essere accompagnata anche da un coordinamento tra istituzioni nazionali, regionali e locali. È un tema che abbiamo sottolineato più volte: la portualità cresce solo se cresce il sistema che la circonda. Senza una cornice normativa chiara, un processo decisionale efficace e anche investimenti complementari in ferrovie, retroporti e aree logistiche, anche il porto più moderno rischia di non esprimere tutto il suo potenziale.

Un tratto distintivo del 2025 è stato anche il rafforzamento del rapporto porto–città. Le comunità chiedono qualità dell’aria, mitigazioni ambientali, accessibilità urbana e occasioni di sviluppo condiviso. Le AdSP hanno risposto con progettualità concrete, con concorsi di idee, con investimenti sui waterfront e con un modello di ascolto e co-progettazione che rappresenta un vero cambio di passo culturale. Il porto non è più un luogo chiuso: è una piattaforma che dialoga, restituisce valore e contribuisce al benessere del territorio.

Guardando al 2026, sono chiare le sfide che attendono il sistema portuale. La prima riguarda la transizione energetica, che richiederà risorse, competenze e una governance capace di accompagnare imprese e territori senza lasciare indietro nessuno. La seconda riguarda la digitalizzazione avanzata: interoperabilità nazionale ed europea, cybersecurity e formazione di nuove professionalità. La terza, inevitabilmente, è geopolitica: il Mediterraneo continuerà a ridefinire equilibri commerciali e logistici, e i porti italiani dovranno rafforzare la loro capacità di essere piattaforme strategiche per il Paese.

Concludo sottolineando un aspetto per me fondamentale. Questi anni alla guida di Assoporti hanno mostrato quanto sia importante avere una rappresentanza unita, capace di parlare con una sola voce pur nella diversità dei territori portuali. Con la  scadenza del mio mandato al 31 dicembre,  nel 2026 l’Associazione avrà un nuovo Presidente, al quale auguro fin d’ora buon lavoro, e che potrà contare su un sistema più forte, più consapevole e con una visione condivisa del futuro. Le sfide saranno molte, ma altrettante saranno le opportunità. Sono certo che, con continuità istituzionale e spirito collaborativo, i porti italiani continueranno a essere un motore di crescita economica, ambientale e sociale per l’intero Paese.

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