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Economia

Maersk ufficializza il ritorno via Suez con la linea Middle East – Stati Uniti

La riduzione dei transit time innesca il calo del titolo in borsa: il mercato sconta un possibile eccesso di stiva e la flessione delle tariffe

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
16 Gennaio 2026
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Maersk Line portacontainer

Dopo una lunga fase di prudenza che ha visto le navi della flotta danese circumnavigare l’Africa per oltre due anni, A.P. Moller – Maersk inaugura ufficialmente la fase di normalizzazione operativa. Il Gruppo ha annunciato il ripristino strutturale dei passaggi attraverso il Canale di Suez e lo Stretto di Bab el-Mandeb, mettendo fine alle deviazioni attraverso il Capo di Buona Speranza per il servizio Mecl.

Con questa decisione il Gruppo ridefinisce l’intera programmazione del suo servizio Mecl (Maersk Exclusive), dedicato al collegamento tra il subcontinente indiano, il Medio Oriente e la costa orientale degli Stati Uniti.

Il via libera arriva a seguito dei feedback positivi ottenuti dai transit test delle unità Maersk Sebarok e Maersk Denver. Il nuovo assetto è già operativo: per il servizio Westbound, la Cornelia Maersk (viaggio 603W) ha lasciato il porto di Jebel Ali diretta verso il Mar Rosso ieri 15 gennaio, mentre per il servizio Eastbound la prima unità a percorrere la rotta inversa sarà la Maersk Detroit (viaggio 602E), salpata da North Charleston il 10 gennaio.

L’obiettivo del Gruppo è l’ottimizzazione della supply chain: il ripristino della rotta mediterranea garantisce un taglio netto dei transit time, stimato in circa sette giorni, e restituisce efficienza alle catene logistiche globali.

Le ripercussioni della notizia sul mercato finanziario hanno visto le azioni Maersk subire una contrazione superiore al 5% subito dopo l’annuncio. Secondo gli analisti, il ritorno a Suez equivale a un’iniezione immediata di capacità di stiva sul mercato dato che riducendo la durata dei viaggi, aumenta la frequenza delle navi disponibili. Questo scenario, in un contesto di domanda stabile, prefigura una tendenza al ribasso sui noli marittimi, che erano rimasti sostenuti proprio grazie alla minore capacità effettiva causata dalle lunghe rotte africane.

Xeneta, benchmarking dei noli marittimi e aerei, ha sottolineato la portata dell’iniziativa di Maersk, che, essendo stata finora la più prudente delle grandi compagnie riguardo al ritorno sul Mar Rosso, sta ora guidando il trend di riapertura. Incide nella decisione del Gruppo la rivalutazione del rischio nell’area, favorita dal cessate il fuoco a Gaza attivo dall’ottobre 2025 e dalla stabilizzazione delle minacce Houthi.

Si apprende che Maersk ha lavorato in forte sinergia con l’Autorità del Canale di Suez per pianificare il rientro, nel contempo i vertici danesi sottolineano che la flessibilità resta imperativa: il servizio Mecl è coperto da piani di contingenza che prevedono l’immediato dirottamento verso il Sudafrica qualora il livello di minaccia dovesse risalire.

La mossa di Maersk, secondo le analisi, potrebbe ora spingere gli altri grandi gruppi del settore a rivedere le proprie strategie per non perdere competitività. Cma Cgm aveva già adottato un approccio ibrido, sfruttando Suez quando possibile, mentre Hapag-Lloyd mantiene per il momento divieto di navigazione sul Mar Rosso, pur monitorando attentamente le mosse dei danesi. La novità è vista favorevolmente dai grandi operatori logistici i cui clienti premono per il ripristino dei servizi a transito rapido, essenziali per le merci deperibili o ad alto valore.

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