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Fermata a Brindisi una nave per sanzioni contro la Russia

Importatore, armatore e membri dell’equipaggio indagati per violazione delle sanzioni contro la Russia

di Nicola Capuzzo
19 Gennaio 2026
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La Guardia di Finanza ha reso noto che, all’esito degli accertamenti svolti dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane di Brindisi, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Brindisi, veniva sottoposta a sequestro preventivo d’urgenza la bulker Hizir Reis, battente bandiera di Tuvalu, proveniente dalle acque territoriali russe del mar Nero, con il relativo carico di 33.000 tonnellate di materiale ferroso.

Il provvedimento cautelare veniva emesso a mente di quanto previsto dal Regolamento UE 833-2014, in ottemperanza alle misure adottate nell’ambito dei cd. pacchetti di sanzioni nei confronti della Federazione Russa in conseguenza del conflitto russo-ucraino. Il Regolamento UE e le successive integrazioni prevedono il divieto sia di effettuare operazioni commerciali in determinate località, inclusi alcuni porti della Federazione, sia di importare determinate categorie di merci, nonché l’applicazione di sanzioni nei confronti di una serie di persone fisiche e giuridiche cd. “listate”.

Per quanto sopra, all’arrivo della motonave nel porto di Brindisi la dichiarazione di importazione veniva selezionata dai sistemi di analisi dell’Agenzia delle Dogane al fine di verificare eventuali divieti e restrizioni con riferimento al citato Regolamento UE in considerazione sia della tipologia di merce trasportata che della provenienza geografica.

I successivi controlli, effettuati congiuntamente dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane di Brindisi, con il supporto specialistico del Reparto Aeronavale della G. di F. della Puglia, mediante la Sezione Operativa Navale di Brindisi, facevano emergere gravi incongruenze, falsificazioni e alterazioni della documentazione di bordo relativa ai luoghi di sosta e di effettuazione delle operazioni di carico della merce.

In particolare, il controllo effettuato dai militari della Guardia di Finanza su tutta una serie di documenti della nave, nonché, l’analisi dei dati estratti dal sistema Ecdis (sistema elettronico di navigazione obbligatorio sulle grandi navi), consentiva di accertare che la nave sostava e operava nel Porto di Novorossijsk (porto della Federazione Russa sottoposto a sanzioni) dal 13 al 16 novembre 2025, eseguendo operazioni vietate di carico della merce.

Sempre in seguito alle operazioni di controllo effettuate dai finanzieri della Sezione Operativa Navale di Brindisi e alle analisi eseguite dal Roan di Bari, emergeva che il sistema Ais della motonave (ovvero il transponder Gps che permette alle navi di identificarsi e fornire in tempo reale la propria posizione, rotta e velocità) era stato disattivato in prossimità del porto russo di Novorossijsk, plausibilmente con l’intento di sottrarsi alla geolocalizzazione e di ostacolare l’attività di controllo delle Autorità competenti.

Ulteriori riscontri in tal senso venivano forniti tramite la consultazione della banca dati Lloyd’s Global Maritime in uso all’Agenzia delle Dogane.

Tutti gli accertamenti svolti consentivano di ricostruire esattamente la rotta e le operazioni svolte dalla motonave in violazione al Regolamento Comunitario in materia di sanzioni contro la Federazione Russa, nonostante le dichiarazioni fuorvianti del Comandante della medesima nave e i tentativi posti in essere di ostacolare i fatti tramite l’alterazione dei documenti e lo spegnimento del transponder.

Pertanto, la motonave e l’intero carico venivano sottoposti a sequestro, debitamente convalidato dal Gip di Brindisi e confermato dal Tribunale del Riesame. L’importatore, l’armatore (che risulta essere la turca Buymar Shipping&Trading) e alcuni componenti dell’equipaggio sono indagati, in concorso tra loro, ferma restando la presunzione di innocenza e fino al compiuto accertamento delle responsabilità, per aver eluso le misure restrittive dell’Unione Europea.

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