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Ue verso un gettito Ets vincolato alla decarbonizzazione del trasporto marittimo

La richiesta dell’armamento europeo potrebbe entrare nella futura strategica marittima dell’Ue

di Redazione SHIPPING ITALY
27 Gennaio 2026
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I 10 miliardi di euro di entrate annuali previste per il trasporto marittimo entro il 2030 nell’ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell’Ue saranno destinati specificamente ai progetti di decarbonizzazione marittima.

Lo stabilirebbe la bozza, citata da Lloyd’s List, di una normativa che la Commissione europea dovrebbe presentare il mese prossimo nell’ambito della definizione della futura strategia industriale marittima dell’Ue, prevedendo l’istituzione di nuovi meccanismi, insieme a una task force di settore per garantire che i proventi dell’Ets siano destinati dai governi degli Stati membri a “investimenti correlati alla decarbonizzazione marittima”.

Secondo una bozza del prossimo documento strategico, la Commissione ha riconosciuto che i progetti marittimi in competizione alla pari con altri settori per i finanziamenti vedrebbero probabilmente un’assegnazione limitata di fondi. Pertanto, sarà necessario introdurre nuovi meccanismi di finanziamento dedicati. Si prevede l’istituzione di un meccanismo dedicato a sostegno della decarbonizzazione della flotta dell’Ue nell’ambito del programma di finanziamento dell’Ue per l’attuazione della politica delle reti transeuropee per l’energia.

Sebbene i dettagli delle proposte non siano stati inclusi nell’attuale bozza di strategia (pendono su questo e altri aspetti della decarbonizzazione il rinvio di Imo Net Zero Framework e l’asserita volontà della Commissione di evitare duplicazioni), la prevista assegnazione di entrate specifiche per il trasporto marittimo sarà accolta con favore dai rappresentanti dell’armamento europeo. L’associazione europea degli armatori, Ecsa, si batte da diversi anni per rendere obbligatorio, ai sensi del diritto dell’Ue, l’utilizzo nel settore dei proventi nazionali dell’Ets derivanti dal trasporto marittimo. L’Ecsa ha chiesto che i proventi nazionali dell’Ets finanzino l’adozione di tecnologie pulite e auspica un obbligo vincolante per gli Stati membri di investire i proventi derivanti dal trasporto marittimo nella produzione di carburanti puliti all’interno dell’Ue.

Nei giorni scorsi, inoltre, Interferry, associazione dell’armamento ro-pax, aveva chiesto a Bruxelles di congelare la piena entrata in vigore del sistema Ets almeno fino all’entrata in vigore di Ets 2 (recentemente rinviata al 2028) che dovrebbe includere il trasporto su strada nel sistema di tassazione delle emissioni.

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