“Bunkeraggio in Italia più caro del 10% rispetto ad altri porti del Mediterraneo”
Secondo Assocostieri e Nomisma Energia le previsioni al 2040 indicano un calo significativo delle vendite di carburante per navi nei porti dello Stivale
I costi del bunkeraggio navale nei porti italiani sono superiori di circa il 10% rispetto ad altri porti del Mediterraneo e la Spagna ha superato l’Italia nelle forniture di carburante alle navi. Le previsioni al 2040 indicano un calo significativo delle vendite di bunker in Italia.
Questo e quanto emerso da uno studio, presentato dal Prof. Davide Tabarelli (Nomisma Energia) e dedicato al bunkeraggio marittimo nazionale, illustrato nel corso di un convegno intitolato “La logistica energetica tra sostenibilità e realismo”, promosso da Assocostieri e ospitato presso la Sala della Regina, occasione nella quale sono stati presentati due studi sul settore realizzati da Assocostieri.
Dall’analisi di Tabarelli emerge “un settore sotto pressione a causa di costi elevati, complessità burocratiche e riduzione della capacità di raffinazione. Un quadro particolarmente critico se si considera che il trasporto marittimo rappresenta il 75% del commercio estero dell’Unione Europea ed è responsabile di circa il 4% delle emissioni di gas serra Ue”.
Un secondo studio (di Assocostieri) analizza gli scenari della transizione energetica al 2050 e il loro impatto sulle infrastrutture di logistica energetica evidenziando che “gas e petrolio rappresenteranno ancora tra il 50% e il 60% della domanda energetica italiana. Il settore dei trasporti – si legge nel resoconto dei lavori – continuerà a dipendere in larga misura dai combustibili liquidi, che copriranno oltre il 90% dei consumi energetici, mentre il calo della produzione nazionale di gas renderà sempre più rilevante il ruolo del Gnl e delle infrastrutture costiere”.
Il direttore generale di Assocostieri, Dario Soria, a valle della presentazione dello studio ha dichiarato: “È indispensabile valorizzare il ruolo della logistica energetica e della nostra filiera del bunkeraggio marittimo internazionale. Dobbiamo evitare di farci male da soli e recepire direttive comunitarie o applicare regolamenti in maniera penalizzante rispetto ai nostri competitor intra-UE. Stiamo di fatto regalando parti del nostro Paese a operatori comunitari di altri Stati membri, non perché siano più bravi di noi, ma perché si avvantaggiano di un contesto normativo più favorevole”.
Il presidente Elio Ruggeri ha ricordato che “senza infrastrutture, senza depositi, senza porti, senza operatori logistici nessuna transizione è possibile”, ribadendo poi che “la sostenibilità è un obiettivo concreto, che va affrontato tenendo insieme la tutela ambientale e il funzionamento del sistema energetico, attraverso gradualità, investimenti coerenti e un quadro normativo che accompagni il cambiamento invece di ostacolarlo”.
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