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A Livorno un polo unico del fresco: Livorno Reefer assume la gestione di Csc Vespucci

Operativa da oggi l’integrazione funzionale tra il terminal in banchina e il magazzino all’Interporto Vespucci. Traffico aggregato di 10.000 contenitori e sinergie sui regimi doganali

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
29 Gennaio 2026
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La logistica del freddo da oggi ha un nuovo assetto nel porto di Livorno. Con una nota congiunta, Livorno Reefer e Csc (Cold Storage Customs) hanno ufficializzato l’avvio di una collaborazione strategica che vede la società operante nel terminal Leonardo da Vinci assumere, con effetto immediato, la gestione operativa anche delle strutture situate all’Interporto Amerigo Vespucci.

L’operazione rappresenta il primo step di un piano industriale più ampio: è infatti in corso una due diligence finanziaria finalizzata all’ingresso diretto di Livorno Reefer nel capitale sociale di Csc nel breve periodo.

L’obiettivo dell’operazione è il superamento della frammentazione tra ciclo portuale e retroportuale per costituire un hub unico in grado di competere con i poli del fresco di Vado Ligure e Civitavecchia. Sotto la nuova regia unica, affidata al direttore di Livorno Reefer, Riccardo Boccone, finiranno gli asset logistici complementari che nel 2025 hanno generato un traffico aggregato di circa 10.000 container.

Nel dettaglio, il nuovo perimetro operativo comprende: il terminal Livorno Reefer in porto, che dispone di 30.000 mq totali (di cui 12.000 coperti). Circa 6.000 mq restano dedicati al core business dell’ortofrutta, mantenendo il focus sui grandi volumi di sbarco (mentre la restante superficie coperta è impiegata da Hillebrand Gori per la logistica wine & spirits); il magazzino Csc all’Interporto, ovvero una struttura più recente e modulare (circa 4.500 mq dedicati al fresco), ideale per la gestione anche di partite frazionate.

L’integrazione permetterà di ottimizzare i costi energetici sfruttando le diverse cubature delle celle frigorifere e sfrutterà appieno i vantaggi doganali, poiché entrambi gli impianti operano in regime di deposito doganale privato. Questo consente agli importatori – con traffici provenienti prevalentemente da Centro America, Argentina e Sudafrica – di mantenere la merce allo stato estero (con sospensione di IVA e dazi) indifferentemente in banchina o nel retroporto, semplificando le operazioni di sdoganamento solo al momento dell’effettiva immissione nel mercato.

I volumi attuali (circa 7.000 box lavorati da Lr e 2.500 da Csc nel 2025), spiega Riccardo Boccone, sono previsti stabili per l’anno in corso, subordinatamente alle conferme dei servizi delle compagnie navali di linea presso i terminal Darsena Toscana e Lorenzini, ma il management punta ad attrarre nuove quote di mercato grazie all’offerta di un servizio integrato dalla banchina al magazzino.

C.G.

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