Filt Cgil e Adsp insieme nel ricorso contro l’ok del Tar all’autoproduzione di Cartour a Salerno
Nel mirino la sentenza favorevole alla compagnia di navigazione per lo svolgimento in proprio (con i marittimi) delle attività di rizzaggio e derizzaggio dei carichi rotabili a bordo nave

I sindacati Filt Cgil Campania e Filt Cgil Salerno hanno annunciato ufficialmente il deposito del ricorso ad adiuvandum dinanzi al Consiglio di Stato schierandosi al fianco dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale nell’appello contro la sentenza del Tar Salerno che ha autorizzato la società Cartour S.r.l. a svolgere in proprio le operazioni di rizzaggio e derizzaggio dei carichi rotabili a bordo nave. L’azione legale è stata affidata all’avv. Pasquale Biondi, legale fiduciario della Fil Cgil Campania, che ha già condotto con successo l’iniziativa giudiziaria del sindacato in un’intricata vertenza legale dinanzi al Consiglio di Stato per l’apertura dell’aeroporto di Salerno-Costa d’Amalfi.
“Ci affidiamo a una difesa tecnica di comprovata esperienza” dichiarano le Segreterie, “perché questa battaglia per la legalità è fondamentale quanto quella vinta per lo scalo aeroportuale”. “Non permetteremo che la nostra regione diventi il laboratorio della precarizzazione selvaggia” dichiara Angelo Lustro, segretario generale Filt Cgil Campania. “La sentenza del Tar apre una breccia pericolosissima: Cartour pretende di operare come impresa portuale pur non avendone la struttura reale, servendo esclusivamente le proprie navi con equipaggi di bordo affiancati da pochi lavoratori part-time. È un evidente escamotage per aggirare i vincoli di legge che rischia di destabilizzare l’intero sistema a tutela del lavoro marittimo e portuale”.
A entrare nel merito delle ricadute sul tessuto lavorativo locale è Gerardo Arpino, segretario generale della Filt Cgil Salerno, che lancia l’allarme sulla tenuta occupazionale dello scalo: “Questa operazione finisce per colpire mortalmente la Culp di Salerno, soggetto autorizzato ai sensi dell’art. 17 L. 84/94 a fornire manodopera temporanea. Bisogna ribadire che i lavoratori dell’articolo 17 rappresentano il pilastro fondamentale per l’organizzazione dei porti d’Italia e, in particolare, per il porto di Salerno: questi lavoratori sono gli unici soggetti specializzati e abilitati a intervenire, garantendo la necessaria flessibilità e sicurezza soprattutto nei picchi di lavoro. Non possiamo accettare che si scavalchi chi opera nel rispetto della professionalità: difendere la Culp significa difendere il lavoro di qualità contro il lavoro povero”.
L’intervento sindacale pone inoltre al centro la questione della sicurezza, ricordando la tragedia del 2023 quando un giovane ufficiale perse la vita, investito da una ralla di un’impresa potuale, durante le operazioni a terra di una nave Cartour. “Quell’incidente drammatico – prosegue Arpino – ha dimostrato che la promiscuità tra equipaggio e banchina genera rischi incalcolabili. Le operazioni portuali di rizzaggio e derizzaggio richiedono una specializzazione che i marittimi non hanno: essi non sono iscritti nei registri delle Autorità di Sistema Portuale e non possono, per legge, svolgere tali attività. Autorizzare oggi un modello che istituzionalizza l’uso dei marittimi significa creare un ‘rischio organizzativo’, ignorando che il pesante stress della navigazione è incompatibile con i carichi delle operazioni portuali”.
Il sindacato denuncia infine la violazione della “Dockers’ Clause”, la clausola internazionale che riserva le operazioni di fissaggio del carico (lashing) esclusivamente ai portuali. A scandire la posizione netta dell’organizzazione è Angelo Lustro: “Il modello avallato dal Tar calpesta accordi sottoscritti a livello internazionale, sostituendo personale specializzato con lavoratori che dovrebbero riposare dopo la navigazione. È paradossale che norme di civiltà, scritte per salvare vite umane, vengano cancellate localmente per pure logiche di profitto. Non permetteremo che si torni indietro di trent’anni sulla sicurezza”.
Le segreterie delle sigle sindacali lanciano questo appello: “Il lavoro portuale è specializzazione e professionalità, non manovalanza fungibile. Siamo pronti a difendere ogni singolo posto di lavoro e la centralità dei lavoratori dell’articolo 17 della legge 84/94 con tutti gli strumenti a nostra disposizione” dichiara Arpino. “Con il nostro ricorso chiediamo al Consiglio di Stato di ripristinare la legalità, annullando una sentenza sbagliata che se confermata apre al Far West non solo nel Porto di Salerno ma in tutti i porti italiani. Non accetteremo mai una competizione drogata, giocata sulla pelle dei lavoratori e sulla compressione dei diritti” è la conclusione di Angelo Lustro.
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Cartour (C&T) apre una breccia nel divieto di autoproduzione




