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Porti

Riforma portuale secondo Confetra: forte governance centrale e sistema coordinato

Chiesta una revisione dell’Organismo di partenariato della Risorsa Mare per una più incisiva partecipazione nella pianificazione strategica e una Carta dei Servizi delle Adsp obbligatoria

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
18 Febbraio 2026
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Confetra, attraverso il suo presidente Carlo De Ruvo, esprime la posizione contenuta nel documento comune sulla riforma portuale, elaborato come primo contributo al disegno di legge approvato lo scorso dicembre dal Consiglio dei Ministri.

Sul tema, la Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica definisce i porti un anello essenziale e sempre più strategico della catena logistica nazionale. Viene comunque sottolineato come, negli anni, la mancanza di un efficace coordinamento centrale abbia alimentato una dannosa competizione tra gli scali, indebolendo la posizione dell’Italia nello scenario internazionale. Per far fronte a questo problema, Confetra indica come necessario il rafforzamento della governance centrale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, attraverso l’attribuzione di “chiari poteri di indirizzo, controllo e coordinamento”.

Particolare attenzione è posta sulle relazioni tra la nuova Porti d’Italia S.p.A. e le Autorità di Sistema Portuale. Confetra auspica un efficace coordinamento tra i soggetti coinvolti per evitare sovrapposizioni operative e rallentamenti burocratici poiché, ritiene, il rischio sia quello di un’eccessiva concentrazione dei poteri, che comporterebbe una riduzione dell’autonomia delle Adsp e della loro capacità di rispondere in modo tempestivo alle richieste dei territori. Nello specifico, preoccupano i prelievi dei canoni concessori e delle tasse portuali destinati a finanziare la nuova società: la conseguente riduzione di funzioni e risorse in capo alle Adsp potrebbe avere ricadute negative sulla qualità dei servizi e gravare con ulteriori oneri sulle imprese.

Confetra indica inoltre come priorità l’obbligo per le Adsp di pubblicare la Carta dei Servizi, definendo standard di qualità chiari e misurabili. Questo documento è ritenuto dall’associazione: “uno strumento fondamentale per monitorare e migliorare le performance operative dei porti, affrontando inefficienze e congestioni, anche alla luce delle nuove disposizioni sui tempi di attesa introdotte dal DL Infrastrutture”.

Tra le indicazioni della Confederazione emerge anche l’importanza della semplificazione e della digitalizzazione dei porti. In un contesto internazionale segnato da forti incertezze, è fondamentale valorizzare la Piattaforma Logistica Nazionale come hub di interconnessione e garantire lo sviluppo coordinato e interoperabile dei Port Community System.

“Resta infine da affrontare il tema del reale coinvolgimento degli operatori portuali – conclude De Ruvo – che oggi hanno un ruolo solo consultivo. È necessaria una revisione dell’Organismo di partenariato della Risorsa Mare per assicurare una partecipazione più incisiva nelle fasi di pianificazione strategica, a partire dal Piano Regolatore Portuale e dal Piano Operativo Triennale”.

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