Iniezione di capitale da 25 milioni per The Italian Sea Group alle prese con extra-costi di produzione
La società rimborserà il finanziamento soci alla G.C. Holding di Giovanni Costantino entro il 31 dicembre 2032 ma il credito bancario avrà la precedenza

Il Consiglio di Amministrazione di The Italian Sea Group Spa, gruppo attiva nella cantieristica navale che costruisce e vende barche e navi da diporto con i marchi Admiral, Tecnomar, Perini Navi e Picchiotti, ha annunciato un’iniezione di capitale da 25 milioni di euro deliberata dopo una riunione in cui l’azienda “ha preso atto dell’emersione di extra budget nella maggioranza delle commesse in progress. Gli extra budget in questione hanno avuto impatti negativi sulla posizione di cassa di Tisg, in ragione della causata riduzione di marginalità operativa, combinata con la necessità di continuare a sostenere i costi di produzione delle commesse in corso, che risultano regolarmente portate avanti e in linea con le tempistiche e la qualità previste”.
In questo contesto la società ha definito “un intervento di rafforzamento finanziario che prevede un finanziamento soci da parte dell’azionista di maggioranza per un importo pari a 25 milioni di euro anche in considerazione della prevista ripresa del mercato, come confermato dalla recente sottoscrizione di due nuovi contratti per la realizzazione di giga-yacht di lunghezza superiore agli 80 metri”.
Il Cda di The Italian Sea Group ha anche individuato le seguenti misure correttive: “Individuarne le cause (dell’aumento di costi, ndr) attraverso un audit indipendente e approfondito sulla gestione operativa e sulle commesse svolto da una primaria società di revisione; sviluppare un piano di rafforzamento patrimoniale del Gruppo che implichi anche un dialogo con gli istituti finanziari”.
Il Consiglio ha inoltre approvato la sottoscrizione con GC Holding S.p.A. (controllata dall’a.d. Giovanni Costantino) di un contratto di finanziamento soci, per un importo pari a Euro 25 milioni, che sarà erogato domani (19 febbraio, ndr) da parte di GCH in un’unica tranche contestualmente alla sottoscrizione del contratto.
La nota del cantiere precisa infine che, “fino alla data in cui non siano state integralmente, incondizionatamente e definitivamente soddisfatte e comunque estinte tutte le obbligazioni di pagamento di cui al contratto di finanziamento bancario sottoscritto nel corso del mese di giugno 2025, i crediti derivanti dal finanziamento soci, vantati da GCH nei confronti della società, saranno postergati e subordinati alle ragioni di credito del pool di banche finanziatrici. Pertanto, GCH sarà obbligato ad esigere o incassare qualsivoglia somma a qualsiasi titolo in relazione ai predetti crediti a seguito del soddisfacimento delle ragioni di credito del pool di banche finanziatrici, ad eccezione tuttavia di distribuzioni di utili e/o riserve, sotto qualsivoglia forma”.
La Società rimborserà il finanziamento soci in una o più soluzioni entro il 31 dicembre 2032.
Nelle scorse ore era stato lanciato un allarme dai sindacati territoriali dei lavoratori (Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil) con una nota in cui si segnalano ritardi nel pagamento delle retribuzioni correnti, quote del Tfr non versate e crescenti preoccupazioni per la tenuta dell’indotto. Un sindacalista ha spoegato che le pendenze economiche stanno interessando i circa 500 dipendenti diretti del cantiere, i quali non hanno ancora ricevuto la mensilità corrente (il cui pagamento era previsto per il giorno 10 del mese) e non percepiscono i buoni pasto da due mesi. Sul fronte del Tfr e della sanità integrativa, si registrano inoltre mancati versamenti sulle quote dei fondi personali o di categoria, con ritardi stimati tra i 6 e i 12 mesi, e sul fondo ‘Metasalute’, dove i ritardi sono stimati sui 6-7 mesi. A queste carenze si aggiunge lo stallo – che si protrae da oltre un anno – sulle trattative per un accordo di secondo livello, che limita la definizione di premi di risultato e strumenti di welfare aziendale.
N.C.
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