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La gara della US Navy per nuove navi anfibie rilancia il cantiere di Fincantieri in Wisconsin

Il bando per il supervisore industriale delle Lsm (Medium Landing Ship) rafforza il ruolo del gruppo italiano dopo lo stop al programma fregate e apre una nuova fase produttiva

di Giuseppe Orrù
19 Febbraio 2026
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U.S._Navy_Accelerates_35-Ship_Medium_Landing_Ship

La US Navy ha avviato la selezione di un Vessel Construction Manager, un “responsabile della costruzione navale”, figura incaricata di coordinare e controllare la costruzione delle future Medium Landing Ship, le unità anfibia da sbarco di medie dimensioni destinate all’US Marine Corps, segnando un passaggio chiave per l’industria cantieristica coinvolta nel programma, in particolare per Fincantieri.

Il gruppo italiano, tramite la controllata americana Fincantieri Marinette Marine, è infatti tra i principali beneficiari indiretti della nuova impostazione voluta dal Congresso, che ha stanziato ulteriori 800 milioni di dollari nel bilancio difesa 2026 proprio per accelerare l’avvio della produzione delle nuove unità da sbarco e assicurare continuità industriale al sito del Wisconsin dopo la cancellazione di parte del programma fregate classe Constellation.

Il finanziamento si aggiunge ai quasi 2 miliardi già approvati nel 2025 per avviare la costruzione delle prime navi e nasce con un obiettivo preciso: mantenere attiva la capacità produttiva e preservare la forza lavoro specializzata evitando vuoti di commesse. Documenti parlamentari spiegano che il Congresso vuole inviare un segnale forte al settore, garantendo carichi di lavoro stabili e proteggendo la rete di fornitori strategici della cantieristica militare nazionale, messa sotto pressione proprio dalla riduzione del programma fregate. La decisione di fermarsi alle prime due unità già impostate aveva infatti creato il rischio di un calo occupazionale e industriale nel cantiere gestito dal gruppo italiano.

Il nuovo programma Lsm rappresenta quindi una sorta di transizione pianificata. Secondo indicazioni rese note da funzionari parlamentari, le risorse già stanziate copriranno due navi mentre i fondi aggiuntivi contribuiranno a finanziarne altre due, con la prima consegna prevista nel 2029. Il progetto tecnico deriva dal design Lst-100, sviluppato dalla società olandese Damen Naval, e sarà realizzato attraverso una produzione distribuita tra più cantieri statunitensi. La prima unità dovrebbe essere affidata a Bollinger Shipyards con contratto atteso a metà 2026, ma la strategia industriale complessiva punta a coinvolgere diversi siti per aumentare la capacità e ridurre i tempi.

Il ricorso al Vessel Construction Manager rientra proprio in questa logica di controllo e accelerazione. Il Congresso ha imposto alla Marina di adottare questo modello contrattuale dopo la costruzione della nave capoclasse, ritenendolo utile per coordinare fornitori, cantieri e tempi di consegna, limitando i rischi di sforamenti finanziari. La normativa autorizza anche la possibilità di un acquisto in blocco fino a 15 unità entro il 2029, opzione che consentirebbe economie di scala e maggiore prevedibilità industriale.

La Landing Ship Medium è una nave da trasporto di dimensioni contenute pensata per i Marines e concepita come unità di collegamento per sostenere batterie mobili missilistiche antinave dispiegate tra le isole e le aree costiere del Pacifico occidentale. In uno scenario di crisi nello Stretto di Taiwan, queste unità consentirebbero ai reparti dei Marines appositamente equipaggiati di disperdersi, rifornirsi e riposizionarsi all’interno del teatro operativo con minore visibilità rispetto a una grande nave d’assalto anfibio. Per il Corpo si tratta di un programma considerato prioritario.

Le preoccupazioni sui costi restano però centrali. Per questo i legislatori hanno chiesto al segretario della Marina di contenere l’inflazione dei costi, condizione ritenuta indispensabile per mantenere sostenibile l’obiettivo operativo dei Marines, che stimano necessario un numero di unità compreso tra 18 e 35 per coprire esigenze operative e cicli di manutenzione.

“L’approccio Vcm non solo accelera i tempi di costruzione, ma rafforza anche la nostra base industriale coinvolgendo più cantieri – ha dichiarato il contrammiraglio Brian Metcalf, responsabile esecutivo del programma navi dell’US Navy -. Fornendo un progetto maturo e pronto per la costruzione e affidando a un Vcm la gestione della produzione, semplifichiamo la supervisione di questa acquisizione. Questo metodo accelera le tempistiche e consolida la nostra base industriale, garantendo la capacità e le competenze necessarie per mantenere un vantaggio marittimo duraturo”.

Il ruolo di Fincantieri diventa strategico. L’intesa siglata con la Marina statunitense lo scorso novembre, collegata alla revisione del programma fregate, prevedeva già la possibilità di nuovi incarichi su altre tipologie di navi militari, comprese unità anfibie e rompighiaccio. Il rafforzamento del progetto Lsm appare quindi come il primo sviluppo concreto di quell’accordo e come una conferma della volontà americana di mantenere attiva la collaborazione con il gruppo italiano. Per Washington significa preservare capacità produttive nazionali e competenze specialistiche; per Fincantieri rappresenta invece l’occasione di consolidare la propria presenza industriale negli Stati Uniti e di restare protagonista nei programmi navali futuri, in un mercato sempre più competitivo e strategico.

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