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Il Port State Control della Capitaneria di Genova promosso dal Tar Liguria

Rigettato un ricorso di Nyk Stolt Tankers per il fermo di una petroliera per difformità certificative delle pompe di iniezione

di Redazione SHIPPING ITALY
20 Febbraio 2026
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Guardia Costiera – Port State Control

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria, con sentenza del 14 gennaio 2026, ha rigettato il ricorso proposto contro il provvedimento di fermo disposto dalla Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Genova nei confronti della nave cisterna Stolt Argon, confermandone la piena legittimità e respingendo il ricorso della società locatrice a scafo nudo e armatrice Nyk Stolt Tankers.

Il fermo, ha fatto sapere la Direzione Marittima della Liguria, era stato adottato nell’ambito delle funzioni di Port State Control, ai sensi della Direttiva 2009/16/CE e del d.lgs. 53/2011, a seguito dell’accertamento di gravi deficienze correlate al mancato rispetto della Marpol Annex VI – Regola 13 e del Codice Tecnico NOx (Ossidi di azoto).

In particolare, nel corso dell’ispezione era stata rilevata l’installazione su più motori diesel marini di pompe di iniezione prive della marcatura identificativa Imo prevista dal fascicolo tecnico NOx approvato. Tale circostanza, secondo la normativa internazionale applicabile, comporta la non conformità del motore al Nox Technical Code 2008 e integra un valido “ground for detention”, ossia motivo sufficiente per il fermo dell’unità fino al ripristino della piena conformità.

Il Tar ha chiarito che, ai fini del controllo, non è richiesto all’Autorità marittima di svolgere verifiche funzionali approfondite sull’equivalenza tecnica dei componenti, essendo sufficiente la non conformità rispetto al fascicolo tecnico e alla normativa di riferimento per configurare un potenziale rischio ambientale.

La prevenzione dell’inquinamento atmosferico prodotto dalle navi, con particolare riguardo alle emissioni di ossidi di azoto (NOx), costituisce da tempo una priorità operativa della Capitaneria di Porto di Genova.

Si tratta di una tematica particolarmente sentita in ragione della stretta interazione tra ambito portuale e tessuto urbano. In tale contesto, l’attività ispettiva viene svolta con particolare attenzione alla verifica della conformità dei motori diesel marini ai certificati Eiapp/Iapp; della corrispondenza tra componenti installati e Technical File approvato; della corretta tenuta dei registri parametrici motore; del rispetto dei limiti emissivi previsti dalla normativa internazionale. Negli ultimi due anni, la Capitaneria di Porto di Genova ha disposto il fermo di oltre dieci navi per violazioni connesse alla Marpol Annesso VI e al Codice NOx, a testimonianza di un’azione ispettiva rigorosa e sistematica nel contrasto alle irregolarità in materia di emissioni atmosferiche.

La Capitaneria di porto di Genova ha precisato inoltre che “la decisione del Tar Liguria conferma la correttezza dell’operato dei nostri team ispettivi e rafforza il principio secondo cui la conformità ai requisiti tecnici previsti dalla normativa internazionale costituisce presidio essenziale per la tutela dell’ambiente marino e atmosferico. Prosegue l’attività di controllo delle navi che scalano il porto, assicurando il rispetto delle convenzioni internazionali in materia di sicurezza della navigazione e protezione dell’ambiente”.

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