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Economia

“Fare squadra tra aziende per fronteggiare i rischi della globalizzazione”

Il mondo dell’industria (Pirelli) a confronto con il settore assicurativo (Zurich), peritale (Lercari) e legale (Camera & Partners) al Propeller Club di Genova

di Nicola Capuzzo
27 Febbraio 2026
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Propeller Ge – Zurich

Genova – “La globalizzazione esiste ancora? Il mondo dell’industria a confronto con il settore assicurativo”. Questo il titolo e l’interrogativo posto alla base dell’ultima conviviale del Propeller Club – Port of Genoa presieduto dalla prof.ssa Giorgia Boi e al quale hanno partecipato i rappresentanti di Pirelli, Zurich, Lercari e Camera & Partners studio legale.

Dal confronto fra mondo legale, assicurativo e industriale sono emerse alcune opinioni chiare: “La risposta alla globalizzazione è quella di fare ancora più squadra fra attori coinvolti in un business: azienda, assicuratore, perito dedicato, ecc.” ha sottolineato Lucia Bellazzani (Zurich). Nello specifico il case study presentato durante la serata ha visto dialogare a stretto contatto fra loro sia i colleghi all’interno di Pirelli in Italia e nel mondo, sia le controparti assicurative, peritali, e legali.

Lorenzo Cella ha raccontato come negli ultimi anni Pirelli abbia dovuto gestire il crescente impatto dei dazi e gli impatti attesi a seguito di annunci e comunicazioni (ad esempio di Trump sul suo sociale network Truth. Nell’ultima presentazione con gli analisti finanziari l’azienda ha fatto sapere che l’impatto sull’Ebit delle criticità logistiche ha pesato per circa 50 milioni di euro.

“Sempre di più i nostri flussi destinati agli Stati Uniti si sono spostati verso il Messico e ciò ha significato più trasporti terrestri e meno marittimi, dunque più sinistri stradali e meno marittimi. Le contromisure adottate sono andate verso un’implementazione dei di sistemi di cago security e un’attenzione rivolta alla gestione dei vettori terrestri” ha spiegato il responsabile Insurance and Enterprise management di Pirelli.

Nel gruppo produttore di pneumatici è in atto un cambio di cultura del rischio per capire quali azioni intraprendere; è stata ad esempio inserita la figura di un perito interno per valutare e prevenire rischi di trasporto oltre a introdurre presidi di security durante il viaggio delle merci.

“Una maggiore disciplina nei processi interni e nel risk management diventa un vantaggio competitivo” ha sottolineato Cella, aggiungendo poi un riferimento a “un’attenta disciplina contrattuale nei servizi di logistica (sia a livello italiano che internazionale)”.

Durante il confronto Giuseppe Ambrosino (Lercari), oltre a evidenziare quanto il perito sia “la prima linea di difesa in caso di sinistri per un’impresa”, ha posto l’accento anche sulla constatazione che “non è sempre facile all’interno di un gruppo trovare la sintesi fra le varie anime interne: il responsabile del risk management e quello della logistica hanno priorità e obiettivo talvolta differenti”.

Dal punto di vista legale Martina Iguera (Camera & Partners) ha riportato l’attenzione al tema della legge applicabile in caso di sinistri durante i trasporti e al limite di responsabilità di 500 dollari per collo o unità (package or customary freight unit) prevista dal diritto marittimo statunitense e introdotta dal Carriage of Goods by Sea Act (COGSA) del 1936. Sottolineando quanto sia “importante capire come interpretare un package” e ricordando quanto sia “difficilissimo riuscire ad andare oltre il limite di responsabilità (dimostrando il dolo del vettore o altri casi rarissimi)”, Iguera ha spiegato però che “la mitigazione del rischio può avvenire già nella fase precontrattuale. Quanto più si è precisi nel descrivere la merce nel contenitore, tanto più è facile che il giudice riconosca un più alto limite di responsabilità interpretando il package come il singolo carico e non come l’intero container”.

L’importanza della collaborazione e della sinergia fra attori diversi è l’elemento di grande novità che, secondo Alessandro Lercari, la globalizzazione ha reso possibile e necessario: “Prima i cluster professionali fra loro non interagivano, la globalizzazione ha portato a una sovrapposizione e collaborazione fra soggetti diversi come avvocato, perito, azienda e assicurazione”.

L’incontro del Propeller Genova moderato dal vicepresidente, l’avv. Enrico Molisani, ha offerto in conclusione anche una breve panoramica su quelle che potranno essere le prossime criticità sul mercato degli scambi commerciali internazionale. Per Martina Iguera uno dei grandi temi del momento sono “le sanzioni internazionali che hanno un significativo impatto anche sulle rotte e sulle coperture assicurative”. Cella ha fatto sapere che come Gruppo Pirelli guardano con interesse (e qualche apprensione) all’ormai imminente revisione congiunta obbligatoria dell’accordo sul commercio Usmca (ex Nafta) tra Stati Uniti, Messico e Canada. Secondo Lercari “il rischio cyber sarà un fattore che impatterà molto sulle aziende. A livello globale e per qualsiasi attività”.

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