Assarmatori plaude alle nuove linee guida della Commissione Ue sulla strategia marittima europea
L’associazione ora chiede concretezza su Ets e competitività dei porti

La Commissione europea ha pubblicato oggi la Strategia Marittima Industriale Europea e la Strategia Europea dei Porti: i due documenti programmatici che descrivono il perimetro d’azione e le direttrici future d’intervento delle istituzioni europee per il settore marittimo-portuale e l’intera filiera industriale marittima. Un momento atteso da Assarmatori, che con soddisfazione ne sottolinea la rispondenza dei testi alle esigenze del settore e l’inclusione delle diverse priorità segnalate nell’ultimo anno e mezzo dall’associazione degli armatori guidata da Stefano Messina. Tra queste c’è la revisione della Direttiva Ets, oltre all’invito agli Stati Membri ad allocare maggiori risorse derivanti da questo regime alla decarbonizzazione del settore, la necessità di risolvere le problematiche di competitività dei porti di transhipment, la semplificazione dei criteri di vaglio tecnico della Tassonomia europea, il riconoscimento del valore insostituibile dell’Aiuto di Stato alle bandiere europee e del potenziale dual use delle unità Ro/Ro-Pax, così come la semplificazione delle procedure MRV e lo sviluppo del cold ironing nei porti.
“Si tratta di temi cari all’armamento italiano che finalmente trovano diritto di cittadinanza in documenti d’indirizzo della Commissione europea – ha commentato il segretario generale di Assarmatori, Alberto Rossi – È un passo avanti significativo ma non dobbiamo cedere a facili entusiasmi: il modo in cui queste priorità verranno realizzate e messe a terra dall’UE farà la differenza tra un’industria in grado di competere con il resto del mondo e un’industria gravata da una legislazione miope come quella che subiamo oggi. Fondamentale è stato fino ad ora, e ancor di più lo sarà in futuro, l’impegno del Commissario europeo ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas e del Vice Presidente Esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, che, tra le varie deleghe, ha la supervisione alle politiche dei trasporti. Tendenze che erano emerse a Bruxelles nei mesi scorsi, tra cui un eccessivo protezionismo promosso da Germania, Olanda e Francia, che stava per concretizzarsi in dazi sull’importazione dei traghetti, e un approccio negativo verso l’integrazione verticale, riconosciuto nella Strategia dei Porti, finalmente, come in grado di promuovere efficienza e competitività”.
Secondo il segretario generale “i prossimi mesi, con la revisione della Direttiva Ets, saranno cruciali per il nostro settore. Le premesse sono buone ma non sarà facile superare alcuni ostacoli, tra cui l’eccessiva miopia di parti della Commissione europea e di alcuni Stati Membri rispetto alle soluzioni di cui l’industria ha bisogno, in primo luogo le deroghe per i porti di transhipment, le Autostrade del Mare e i collegamenti con le isole sotto l’Ets”.
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