Ad aprile a Gioia Tauro il primo allaccio cold ironing con una portacontainer
Realizzata la prima cabina elettrica che alimenterà 900 metri di banchina nello scalo calabrese

Nel porto di Gioia Tauro è stato ultimato il primo lotto di lavori per la realizzazione del sistema di cold ironing che consentirà di effettuare il primo rifornimento ad una nave portacontainers già dal prossimo mese di aprile.
La prima cabina elettrica completata è attualmente in fase di prova; l’importo dei lavori è di oltre 18,3 milioni di euro, con ulteriori dieci milioni di euro per la fornitura delle opere elettromeccaniche. La cabina, che ha un’ampiezza di 728 metri quadrati, servirà ad alimentare tre prese elettriche mobili poste lungo 900 metri di banchine portuali attrezzate, a cui si collegheranno le navi in ormeggio, che potranno così spegnere i propri generatori diesel, nel rispetto della normativa europea in materia di sostenibilità ambientale.
L’infrastruttura, spiega una nota dell’ente portuale, è particolarmente grande e complessa: al suo interno contiene tre convertitori, sei trasformatori e 24 quadri elettrici. Sarà al servizio di tre prese mobili di alimentazione cold ironing, complessivamente omologate ad una potenza di 7,5 Megawatt, estendibili a 11 MW di potenza. Ogni presa, quindi, coprirà circa 300 metri di banchina, prevalentemente dedicata ad imbarcazioni di navi portacontainer.
Il progetto fa parte della più ampia politica dell’ente, in linea alla normativa europea relativa agli interventi tesi ad assicurare “Energia pulita nei trasporti”, e punta alla riduzione dell’impatto ambientale sulle attività portuali. L’obiettivo è di giungere all’annullamento integrale delle emissioni locali durante l’ormeggio, aspetto fondamentale soprattutto per i porti che si integrano in contesti urbani.
Il presidente dell’Adsp dei Mari Tirreno meridionale e Ionio, Paolo Piacenza ha evidenziato l’importanza del progetto :”L’elettrificazione delle banchine del porto assicurerà una gestione futura dello scalo guidata da una visione sempre più sostenibile e allineata agli standard europei. Siamo a buon punto, con la conclusione di una prima parte. Trasformeremo questo porto in una moderna infrastruttura portuale sostenibile, un modello innovativo di green port, in grado di rispondere alle sfide di ecosostenibilità, imposte dall’Unione Europea al settore della logistica e dei trasporti” ha commentato.
Per l’aumento del fabbisogno energetico richiesto dal sistema di elettrificazione delle banchine dovrà essere ampliata la connessione alla rete di alta tensione per una domanda di potenza in prelievo pari a 80 Mw. Contestualmente la società Medcenter Container Terminal Spa, che gestisce il terminal contenitori del porto di Gioia Tauro, ha in programma uno sviluppo delle infrastrutture portuali che prevede l’elettrificazione delle gru che operano la movimentazione a terra dei contenitori (gru automatiche Asc) ed il potenziamento delle gru elettriche di banchina (gru Sts) che effettuano le operazioni di carico/scarico dei contenitori, che richiede una ulteriore potenza in prelievo di 80 MW. Queste esigenze sono state cristallizzate lo scorso marzo attraverso un Accordo Quadro tra Mct e l’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio con il quale sono state individuate e attribuite le specifiche responsabilità operative ed economiche.
Complessivamente, conclude la nota dell’ente, il progetto di cold ironing vuole soddisfare le necessità di AdSP e Mct attraverso un ampliamento della connessione alla rete di alta tensione e la realizzazione di una stazione elettrica di trasformazione At/Mt ubicata all’interno dell’area portuale che sarà funzionale per le utenze delle due realtà per una fornitura totale di 160 Mw.
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