Cancellata la spedizione di cinque carichi di Gnl dal Qatar all’Italia
Con l’attacco all’Iran gli Stati Uniti vedono decollare il proprio export di Gnl, disinnescando la prevista bolla da eccesso di offerta

Edison ha comunicato oggi di aver ricevuto da QatarEnergy la notifica della cancellazione per forza maggiore di alcuni carichi di Gnl destinati all’Italia: “A causa delle ostilità nell’area, QatarEnergy ha informato Edison che non potrà adempiere ai propri obblighi contrattuali relativi ad alcune consegne di carichi di Gnl previste presso il terminale di ricezione a partire dall’inizio di aprile 2026. Al momento, si prevede che saranno interessati cinque carichi di Gnl. Le consegne di Gnl programmate nel mese di marzo 2026 non sono interessate da tale comunicazione”.
Anche il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto e l’amministratore delegato di Snam, Agostino Scornajenchi, avevano tranquillizzato sulle consegne di marzo. Il Qatar ha fermato la produzione di Gnl dopo che i suoi impianti di Ras Laffan hanno subito un attacco di droni, nel quadro delle rezioni dell’Iran all’attacco Usa-israeliano alla repubblica islamica iniziato il 28 febbraio.
Edison ha precisato, inoltre, di “non prevedere impatti sui propri clienti finali, grazie ad azioni di mitigazione e ad attività di gestione del portafoglio in corso e già attivate. Edison continua a monitorare la situazione con la massima attenzione e fornirà tempestivamente aggiornamenti qualora emergano ulteriori informazioni rilevanti”. La società di energia ha un contratto di lungo termine (25 anni dal 2009) con QatarEnergy che prevede l’approvvigionamento in Italia di 6,4 miliardi di metri cubi di gas all’anno.
Intanto, come riporta Staffetta Quotidiana, la crisi del Golfo Persico ha allontanato il rischio di una “bolla” o di eccesso di offerta globale di Gnl, prevista da anni ed ormai vicina, secondo diversi analisti di questo mercato, legata all’attesa entrata in funzione tra quest’anno e il prossimo di nuova capacità di liquefazione per decine di milioni di tonnellate, primariamente in Usa e in Qatar.
Con la nuova crisi del Golfo scoppiata con l’attacco Usa-israeliano all’Iran e la risposta di quest’ultimo, che ha tagliato fuori dal mercato un quinto della produzione mondiale di Gnl, i prezzi europei e asiatici, direttamente dipendenti dall’offerta di gas liquefatto, sono esplosi. E con essi sono esplosi i profitti dell’export di gas Usa, come ha mostrato l’analista indipendente Seb Kennedy, secondo cui la profittabilità nominale di un carico di Gnl americano esportato in Europa è balzata del 100% da 25 milioni di dollari prima dell’attacco del 28 febbraio a 50 milioni il 2 marzo, per un maggior margine stimabile in 870 milioni a settimana per gli attuali volumi di export dagli Stati Uniti.
A beneficiarne non solo gli esportatori Usa, ma anche i grandi mediatori in grado di ritirare Gnl Usa su base Fob – dai big del gas europeo come Shell, Eni, TotalEnergies (tra le italiane anche Enel e Edison) ai colossi del trading come Vitol e Gunvor -, che acquisteranno il gas a un prezzo legato alle basse quotazioni Usa per rivenderlo ai valori astronomici dei mercati europei.
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