L’italiana Drass guiderà il potenziamento della Marina indonesiana con sei sottomarini
La commessa è nata in un quadro di cooperazione bilaterale tra i due Paesi

Il polo industriale della difesa italiana segna un punto decisivo nel Sud-est asiatico. Secondo quanto emerso dal recente dossier parlamentare (Atto del Governo n. 383), la storica azienda livornese Drass è pronta ad avviare la costruzione di sei sottomarini compatti di nuova generazione (classe DGK) per il Ministero della Difesa dell’Indonesia.
L’operazione si inserisce in un quadro di cooperazione bilaterale sempre più stretto tra Roma e Giacarta, alimentato dalla firma di una lettera di intenti sulla difesa marittima siglata il 1° ottobre 2025.
Il perno della commessa è il DGK, un battello che per Drass rappresenta un cambio di paradigma nella guerra subacquea. Pur avendo dimensioni contenute, condensa le capacità di un sottomarino d’attacco convenzionale. Come spiega navalnews.com: lungo 34 metri con un dislocamento in immersione di circa 270 tonnellate, il DGK è progettato per essere eccezionalmente silenzioso grazie a batterie agli ioni di litio e a una configurazione del timone a X che ne ottimizza la manovrabilità nei fondali bassi. Può operare in sicurezza fino a 200 metri di profondità e restare invisibile ai sonar avanzati: questo lo rende ideale per la sorveglianza delle acque costiere dell’arcipelago indonesiano. È dotato di due lanciasiluri per armi pesanti e può trasportare fino a 7 operatori delle forze speciali, oltre a un veicolo subacqueo DS8 SDV (Swimmer Delivery Vehicle) alloggiato sul ponte.
L’Atto del Governo n. 383 evidenzia come la fornitura dei 6 sommergibili classe DGK abbia un valore stimato di circa 480 milioni di euro. Stime industriali indicano che l’intero programma, comprensivo di supporto logistico e addestramento, potrebbe raggiungere un valore complessivo di circa 1,4 miliardi di dollari.
Un pilastro fondamentale di questo accordo è la cessione a titolo gratuito di Nave Garibaldi. L’unità, posta in riserva dal 31 dicembre 2024 per obsolescenza tecnica, verrà trasferita all’Indonesia entro dicembre 2026. Questa operazione rappresenta, oltre che un gesto diplomatico, una scelta strategica dal lato economico per l’Italia, poiché permette alla Marina Militare di risparmiare circa 5 milioni di euro in costi di mantenimento e vigilanza. Nel caso non venisse ceduta, lo Stato dovrebbe affrontare spese di demolizione stimate in circa 18,7 milioni di euro.
La commessa acquisita da Drass si colloca in una strategia di esportazione che vede l’Italia protagonista in Indonesia con altri grandi programmi industriali citati nel dossier ufficiale: la recente vendita di due unità navali da parte di Fincantieri (classe PPA) per circa 1,25 miliardi di dollari; la finalizzazione con Leonardo di contratti per velivoli M-346 (circa 600 milioni di euro) e 3 velivoli per il pattugliamento marittimo (circa 450 milioni di euro) per i quali l’Atto 383 non specifica ancora il fornitore e la piattaforma.
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