La nave fluviale a Santa Marta che trasforma Venezia in campus galleggiante
Stefano Roberti propone di convertire un’unità da 55 cabine in residenza universitaria a prezzi calmierati: logistica, sostenibilità e vocazione marinaresca di Venezia al servizio di studenti e docenti fuori sede
Nel settore navale si discute spesso di riconversione e nuovi utilizzi delle flotte esistenti, ma raramente una proposta riesce a mettere insieme in modo così coerente sostenibilità ambientale, esigenza sociale e vocazione storica di una città. È quello che ha fatto Stefano Roberti, ideatore di un progetto che prevede l’ormeggio stabile di una river ship nel bacino di Santa Marta, a Venezia, da destinare a residenza universitaria per studenti e professori fuori sede.
L’idea di Roberti parte da un’analisi concreta del problema abitativo che affligge le università veneziane: trovare alloggio a Venezia è costoso, difficile e spesso lontano dalle sedi didattiche. La soluzione individuata è non convenzionale, ma tecnicamente solida.
Il fulcro del progetto è una river ship con 55 cabine e 110 posti letto. La scelta di questa tipologia non è casuale. Le navi fluviali sono progettate per garantire comfort prolungato anche in condizioni di ormeggio stabile: le cabine sono dotate di riscaldamento, aria condizionata, bagno privato con doccia e acqua calda e fredda. Gli spazi comuni comprendono aree ristorazione per colazione, pranzo e cena, un salotto-biblioteca pensato per lo studio e la conversazione, oltre a un ampio sun deck all’aperto.
“Abbiamo scelto la river ship – spiega Stefano Roberti – perché è di basso impatto ambientale ma di altissime qualità tecniche. Le sue caratteristiche sono particolarmente adatte ad offrire comfort anche per lunghi soggiorni, non solo per chi è di passaggio”.
La scelta della banchina di Santa Marta risponde a criteri logistici precisi. L’area è raggiungibile via terra con autobus, auto, moto e bicicletta, e via acqua con il vaporetto. Da lì, le principali sedi universitarie sono raggiungibili a piedi. A ridosso della banchina è disponibile un ampio parcheggio per auto e moto, con cui il progetto prevede di stipulare una convenzione vantaggiosa per gli ospiti. La zona beneficia inoltre di un elevato livello di sorveglianza da parte delle autorità locali, e l’installazione di telecamere a circuito chiuso garantirà il monitoraggio delle aree esterne.
Roberti tiene a sottolineare che il progetto non è una semplice soluzione logistica. Nella visione dell’ideatore, l’esperienza a bordo deve diventare un’immersione nella storia e nella cultura lagunare. Sono previste uscite periodiche nelle acque circostanti per raccontare la storia della città, e conversazioni tematiche per far conoscere curiosità e tradizioni veneziane agli ospiti. Il rispetto della fragilità urbana di Venezia è posto come valore fondante, non come vincolo.
Per passare dalla fase progettuale a quella operativa, Roberti è attivamente alla ricerca di un partner finanziatore e di un armatore che abbia in flotta una nave di questo tipo. I prezzi di accesso alla struttura saranno calmierati, rendendola accessibile a studenti e docenti che ne facciano formale richiesta. L’operatività è pensata per essere sostenibile nel lungo periodo, con un modello che punta sulla continuità dell’ormeggio piuttosto che sulla rotazione stagionale. “Per partire al meglio – dice Roberti a SHIPPING ITALY – servirebbe un investimento di almeno tre milioni e mezzo di euro, con un sicuro ritorno economico e di immagine: affittare le cabine da settembre a giugno agli studenti e nel periodo estivo ai turisti”.
Una river ship fuori stagione o in attesa di ricollocazione potrebbe trovare in questo modello una destinazione d’uso stabile, socialmente rilevante e con ricadute positive sull’immagine dell’armatore. Roberti si dice disponibile ad approfondire ogni aspetto con potenziali interlocutori.
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