Italia-Indonesia: il “caso Garibaldi” mette a rischio la vendita dei sottomarini Drass
Dopo le rivelazioni sulla lettera del Ministero di Giacarta sul ruolo dei privati nella gestione degli offset attese le dichiarazioni della Dna (Armamenti) e del ministro Crosetto

L’operazione di cessione della Nave Garibaldi a Giacarta è entrata in una fase complessa che rischia di travolgere anche la commessa per i sottomarini Dgk di Drass. Lo scontro istituzionale tra il Ministero della Difesa e il Parlamento si è acceso dopo che ilfattoquotidiano.it ha rivelato, pubblicandola per esteso, l’esistenza di una lettera del 25 settembre 2025, firmata dall’Air Marshall Yusuf Jauhari.
In quel documento, il Ministero della Difesa indonesiano accettava la bozza dell’accordo, ma poneva una condizione del tutto inusuale in un accordo tra Stati: nominare la società privata Drass come intermediario per i pagamenti e beneficiaria degli ‘offset’ (compensazioni industriali) legati al trasferimento della nave.
La questione è anche nelle tempistiche: la lettera indonesiana è giunta a Roma solo sei giorni prima della firma ufficiale della Lettera di Intenti (1° ottobre 2025) siglata dai rispettivi governi. Nonostante la sottosegretaria Isabella Rauti, intervenuta per conto del Ministero della Difesa, abbia definito la rivelazione giornalistica come ‘irricevibile e irrituale’, la Commissione Difesa del Senato ha negato il parere favorevole immediato. Il Parlamento chiede ora chiarimenti su come un bene pubblico stimato 54 milioni di euro possa generare vantaggi finanziari con accrediti direttamente a un partner privato, anziché seguire il protocollo standard tra Stati.
Inoltre, un aspetto altrettanto importante è quello del cambio della natura dell’operazione: da cessione gratuita della nave volta a risparmiare sui costi di demolizione (18,7 milioni), a complessa manovra commerciale. Il sospetto dei parlamentari è che la Garibaldi possa essere trasformata in una ‘piattaforma logistica privata’ per il supporto tecnico e operativo dei futuri sottomarini, delegando a Drass il ‘Lifecycle Management’ dell’unità.
La definizione della situazione si avrà dopo l’audizione della Direzione Nazionale degli Armamenti e la risposta del ministro Crosetto alle interrogazioni. Il Governo dovrà dimostrare che l’accordo finale del 1° ottobre sia rimasto nei binari della rigorosa legalità. Senza queste garanzie, il voto di fine marzo potrebbe congelare il futuro dell’export militare italiano nel Sud-est asiatico.
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In merito all’articolo pubblicato ieri, riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota di Drass Spa:
“In relazione a quanto emerso nei giorni scorsi sul ruolo della società Drass Spa nella cessione di Nave Garibaldi e sui rapporti dell’azienda con il Ministero della Difesa, si precisa quanto segue.
Non c’è stata alcuna riunione tra il Ministro della Difesa Guido Crosetto ed esponenti della Drass a Dubai.
Drass, come tutte le aziende, dialoga con tutti gli esponenti istituzionali senza fare distinzione di appartenenza politica. Inoltre si precisa che da quando si è insediato il Ministro Crosetto, a Drass non è stato assegnato un singolo programma della Difesa. A dimostrazione del fatto che non vi è stata alcuna volontà del Ministro Crosetto di avvantaggiare Drass.
Nell’ottobre 2024 il governo indonesiano ha manifestato un interesse formale per commissionare a Drass 12 sottomarini. Successivamente, l’attenzione si è estesa anche ad altre società e la commessa nei confronti della Drass si è notevolmente ridimensionata a 2 sottomarini, per un importo complessivo di 411 milioni di euro.
Il Programma Garibaldi, come evidenziano i fatti ha pertanto inciso negativamente sugli interessi economici e di sviluppo di Drass.
Per quanto riguarda l’accordo in essere inerente alla Nave Garibaldi, si tratta di un contratto tecnico di supporto all’Indonesia per la gestione della logistica e del trasferimento, interamente finanziato da Giacarta e senza alcun onere per l’Italia.
Infine si precisa che DRASS non ha svolto alcun ruolo di intermediazione economica tra il governo italiano e quello indonesiano.
Il gruppo Drass è proprietario di un ampio complesso industriale, non ha debiti, detiene circa 20 milioni di euro in liquidità e vanta un bilancio consolidato nel 2025 di oltre 48 milioni di euro, di cui oltre 8 milioni di utili.”.
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