Per la Fase B della nuova diga di Genova un’ondata di camion ai gate di Sampierdarena
Nuovo layout per il cantiere al ponte ex-Idroscalo: attesi circa 240 mezzi ogni giorno. Firmata l’anticipata esecuzione della Direzione lavori con la cordata Btp

Rispetto al progetto portato a gara, cambierà l’organizzazione logistica dell’area del cantiere per i lavori della Fase B della nuova diga foranea di Genova sita nel porto storico, presso il lato di levante del ponte Ex Idroscalo.
Lo preannuncia una nota del Rup del progetto Fabrizio Mansueto (direttore tecnico dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, ‘prestato’ alla Regione Liguria che funge da stazione appaltante) agli enti competenti per verificare la compatibilità del layout con l’autorizzazione ai lavori. Gli allegati prodotti dall’appaltatore (cordata formata da Rcm, Sales e Consorzio Integra) spiegano che, come già previsto, l’area servirà a ospitare un impianto di betonaggio e a depositare e gestire gli inerti per le colonne in ghiaia e i materiali per l’imbasamento dei cassoni.
Vi si dettaglia inoltre che mentre i materiali di imbasamento arriveranno sia via terra che via mare, gli inerti arriveranno prevalentemente via terra. Con stime definite “prudenziali”, il traffico medio previsto “è pari a circa 240 mezzi/giorno, corrispondenti a un intervallo medio di circa 1 mezzo ogni 2,5 minuti nelle ore operative. In specifiche fasi di sovrapposizione lavorativa potranno verificarsi incrementi fino al +30%, con punte pari a circa 1 mezzo ogni 1,9 minuti”. Considerando che nel bacino di Sampierdarena entrano ed escono circa 2mila camion al giorno, significa un incremento di traffico stradale per la città nell’ordine di oltre il 12%.
Novità, intanto, sul fronte del Project management consulting. Come è noto l’aggiudicazione da parte della Regione Liguria a una cordata formata da Btp Infrastrutture, Rogedil, Thetis, Seacon e Interprogetti è stata impugnata e congelata in sede amministrativa. Al che la Regione ha proceduto ad affidare a inizio febbraio parte dell’incarico, nelle more della sentenza (o delle sentenze, dato che i ricorsi sono più d’uno), alla società in house Ire (Infrastrutture recupero energia), in modo da poter avviare l’appalto. L’esigenza è però venuta meno nei giorni scorsi, quando un’ordinanza del Tar ha aperto alla “possibilità di ricorso all’istituto dell’esecuzione anticipata”. Possibilità colta da Regione Liguria una settimana fa con la sottoscrizione dell’esecuzione anticipata con la cordata di Btp.
A.M.
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