Genova, Gioia Tauro e La Spezia restano i porti italiani più connessi dalle linee container globali
Stabile il livello di connettività complessivo della Penisola, ma tra gli scali maggiori si osservano tendenze diverse

Genova, Gioia Tauro e La Spezia sono ancora una volte nell’ordine i porti italiani più connessi dalle linee container globali, con tendenze però diverse tra loro.
Lo mostra l’ultimo aggiornamento del Port Liner Shipping Connectivity Index, elaborato dall’Unctad con il supporto di Mds Transmodal e che misura il livello di connessione di uno scalo alle linee marittime di trasporto container globali, tenendo conto di indicatori quali la capacità (in Teu) dislocata complessivamente dai carrier in ogni porto, il numero di servizi di linea regolari che lo raggiungono e quello delle compagnie container attive su di esso, la stiva media (in Teu) delle navi impiegate sul servizio che utilizza quelle con maggiore capacità; il numero di porti a cui è connesso direttamente, ovvero senza transhipment.
Al termine del primo trimestre 2026 – quindi in un contesto già toccato dal nuovo conflitto in Medio Oriente – i tre scali ottengono infatti ‘score’ rispettivamente di 432,07 (in calo dai 439,94 della precedente rilevazione), di 325,59 (in aumento da 318,53) e di 302,62 (pure in crescita dai precedenti 275,15).
A scendere, la classifica riporta in quarta posizione Salerno (211,63, in lieve calo dai precedenti 222,35 punti), seguita da Trieste (168,58, in salita dal punteggio di 139,08 di fine dicembre) che supera Livorno (sostanzialmente stabile, con 160,25). Segue Napoli, la cui connettività resta pressoché invariata (140,53, da 142,89) e quindi Vado Ligure, che invece ne perde in modo abbastanza significativo (117,8, dai precedenti 133,86 punti). Lo stesso si può dire quindi per Venezia, alla posizione seguente (115,42, dal 124,38). Tra gli scali ancora significativamente interessati da linee container si osserva poi Civitavecchia, il cui livello di connessioni resta stabile (96,93) e Ravenna, in leggera flessione (89,96, da 92,44). Tra quello meno raggiunti da collegamenti globali di questo tipo la tendenza più diffusa è quella alla stabilità.

I tasselli fin qui descritti compongono un mosaico complessivo sostanzialmente invariato rispetto al trimestre precedente. Guardando al Liner Shipping Container Index, altro indice di Unctad che misura la connessione di un intero paese nelle linee container globali, si nota infatti per l’Italia una situazione di sostanziale stabilità (288,27 punti, rispetto ai 291,46 di fine dicembre).
Una fotografia che verosimilemente potrà però mutare nei prossimi mesi, per via del conflitto e delle mosse dei carrier, alcune delle quali – in particolare per i porti di Vado Ligure e Trieste – annunciate già pochi giorni fa.
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