Rixi preannuncia un tavolo di confronto con gli stakeholder sulla riforma portuale
Dalla Puglia promossa una Carta di Taranto in otto punti e con contributi sul riordino della materia firmati anche da Ercole Incalza

Presso la Camera di Commercio di Brindisi–Taranto è andato in scena un convegno intitolato “Pianificazione strategica dei sistemi portuali: vulnerabilità apparenti e opportunità di sviluppo sostenibile del trasporto intermodale e di rilancio del territorio” in occasione del quale il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, Edoardo Rixi, ha annunciato a breve la creazione di un tavolo di confronto con gli stakeholder sul tema.
A Taranto erano presenti rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, giuridico e delle categorie produttive del settore. Un confronto che ha visto, tra gli altri, gli interventi del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, del vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, e del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, che hanno contribuito a cercare di delineare la traiettoria strategica su cui si muoverà la riforma della portualità italiana.
Durante i quattro talk tematici della due giorni, patrocinata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, sono stati affrontati alcuni temi chiave della trasformazione del sistema portuale: l’evoluzione normativa delle Autorità di Sistema Portuale, la digitalizzazione e l’interoperabilità dei dati, la retroportualità sostenibile e la rigenerazione urbana, fino all’autonomia finanziaria e ai nuovi modelli di intermodalità competitiva. A conclusione dei lavori è stata presentata quella che è stata ribattezzata la “Carta di Taranto”, ovvero un documento programmatico articolato in otto punti che intende contribuire al processo di riforma del sistema portuale italiano.
Questa Carta sintetizza così il necessario cambio di paradigma richiesto dal nuovo scenario economico e logistico: 1. In Italia la logistica vale 114 miliardi di euro e l’import–export sfiora i 700 miliardi di euro: strettamente interconnessi, vedono nei porti, in cui si movimenta circa l’80% dell’import – export, la cerniera comune essenziale per la crescita. 2) Porti, interporti e retroporti come sistemi integrati: non più rendite di posizione, ma hub governati da competenze manageriali e politiche industriali lungimiranti. 3) Supply chain integrata come motore di crescita: approvvigionamento, produzione, distribuzione e vendita devono essere letti come un unico processo strategico. 4) Digitalizzazione totale dei processi, con piattaforme interoperabili di nuova generazione e certificazione dei dati. 5) Retroportualità sostenibile e rigenerazione urbana, per una portualità moderna integrata con i territori e capace di generare energia sostenibile. 6) Autonomia finanziaria delle autorità portuali, necessaria per competere con gli hub del Mediterraneo, sempre più gestiti come S.p.A. 7) Ricorso alla forma societaria unica (S.p.A.) per la gestione integrata di porti e interporti, anche interregionali. 8) Un approccio europeo uniforme alle regole su concessioni, aiuti pubblici e autorizzazioni, superando le attuali disparità tra gli scali UE.
La Carta si pone come contributo al nuovo disegno di legge sulla riforma portuale, auspicando una revisione sostanziale delle Reti Trans European Network (TEN – T) e un sistema di governance capace di sostenere la competitività italiana ed europea.
Tra i temi più discussi, le prospettive del partenariato pubblico-privato (PPP) nel nuovo assetto della portualità. Come evidenziato dall’avv. Cristina Lenoci, componente del Comitato Scientifico, che ha promosso l’evento con il supporto della Camera di Commercio di Brindisi -Taranto: “Il nuovo disegno di legge pone l’accento sulla necessità del coinvolgimento di capitali privati nella realizzazione degli investimenti. È impellente l’individuazione di nuove forme di finanziamento finalizzate a soddisfare il fabbisogno infrastrutturale anche attraverso il supporto del settore privato, soprattutto in un settore, qual è quello portuale, in cui è fortemente sentita l’esigenza di investimenti in infrastrutture strategiche”.
Nel corso dei lavori, il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha posto l’accento sul ruolo delle politiche energetiche e ambientali nella trasformazione dei sistemi portuali e l’apertura al dialogo per lo sviluppo delle nuove politiche sostenibili.
Giovanni Gugliotti, presidente del Sistema Portuale deli Mar Ionio – Porto di Taranto ha inoltre dichiarato: “I contenuti che emergeranno con la “Carta di Taranto” saranno importanti anche per rivedere il nostro piano triennale. I relatori sono di altissimo livello e la presenza di Ercole Incalza conferma l’alta qualità di questo lavoro. Gli stakeholder che fanno parte di questo tavolo si impegnano insieme a me a sottoscrivere questi obiettivi”.
In chiusura dei lavori c’è stato spazio proprio per l’intervento di Ercole Incalza, esperto di trasporti e logistica e componente del Comitato Scientifico, che ha posto l’accento “sulla necessità – si legge in una nota – di una visione sistemica e sull’importanza di dotarsi di una strategia per il sistema logistico nazionale, cruciale nel quadro della riforma dell’offerta portuale, individuando in Taranto un nodo strategico capace di esprimere un forte potenziale oggi ancora inespresso, che necessita tuttavia di collegamenti funzionali adeguati per essere pienamente valorizzato”.
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