Alta tensione a Gaeta: Steinweg ricorre al Tar per l’accordo con Adsp (e Interminal)
Il gruppo genovese muove alla port authority alcune contestazioni intimando di non procedere con atti concessori o autorizzativi prima che le parti in causa abbiano trovato una quadra sulle cocnessioni

Si scaldano gli animi al porto di Gaeta ed entra in gioco anche il tribunale amministrativo regionale del Lazio, e forse in futuro anche l’autorità Antitrust, nell’ambito dell’accordo procedimentale a cui ormai da diverso tempo si sta cercando di lavorare per trovare un accordo che consenta a Interminal e a Steinweg Gmt di ottenere in concessione due aree dello scalo. Secondo quanto appreso da SHIPPING ITALY il gruppo genovese specializzato nella logistica di metalli ha in corso un fitto scambio di lettere con l’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale con le quali sta sollevando diverse contestazioni. Più precisamente, nell’ambito del procedimento comparativo delle istanze avanzate dai due gruppi terminalistici per aggiudicarsi le aree demaniali del porto, Steinweg – Gmt ha messo nero su bianco il fatto di non aver ad oggi ancora accettato nessun accordo, di essere in attesa di chiarimenti essenziali dalla port authority e di aver fatto ricorso alla giustizia amministrativa per ottenere informazioni sull’istanza presentata da Interminal che con un accesso agli atti non ha potuto ricevere.
L’azienda guidata da Andrea Bartalini nei mesi scorsi aveva espresso una disponibilità di massima (soggetta ad alcune condizioni precise) per ottenere in concessione 12.000 mq di aree operative presso il Piazzale Regina Maria Sofia oltre alla realizzazione di una tensostruttura di circa 3.000 mq presso il Piazzale della Logistica. Oltre a chiedere garanzie e precisazioni su questa possibile soluzione, Steinweg – Gmt nelle sue missive segnala anche “dichiarazioni contradditorie” da parte di Interminal richiamando quanto affermato in un articolo di SHIPPING ITALY dove il gruppo guidato dalla famiglia Di Sarno ha specificato che “nella nuova istanza di concessione presentata non sono previste movimentazioni di petcoke e rifiuti”. Questo genere di merceologie non è visto molto di buon occhio in prospettiva futura dal contesto urbano locale e da alcuni stakeholder locali della community portuale.
Steinweg, rivolgendosi sempre all’Adsp presieduta da Raffele Latrofa, chiede anche un impegno formale a “non adottare atti concessori o autorizzativi” a favore di Interminal (autorizzazioni di anticipata occupazione ad esempio) se e fin quando l’accordo procedimentale in oggetto non sarà stato firmato, così come chiede garanzie anche sull’accesso alle banchine e sulla precedenza agli ormeggi da parte delle navi. Il timore del gruppo genovese è quello di vedersi comprimere la propria operatività in favore invece dell’altro principale terminalista che godrebbe di una posizione logisticamente migliore a fronte banchina. Nei vari incartamenti, non a caso, emerge anche la minaccia di un possibile ricorso all’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato a fini cautelari.
Sempre Steinweg, infine, analizzando la documentazione disponibile all’interno della relazione istruttoria all’istanza di concessione presentata da Interminal, segnala alla port authority “possibile double counting nel piano economico-finanziario tra concessione vigente e nuova istanza”, “previsioni di traffico ro-ro e container prive di qualsiasi fondamento storico” e “insostenibilità operativa di un piano” da oltre 1,3 milioni di tonnellate (tra cui circa 5.000 pezzi ro-ro e 36.000 container Teu) con 10 dipendenti.
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Interminal: “Nella nuova istanza di concessione non ci sono rifiuti e petcoke a Gaeta”




