“Fuori controllo” nei pressi di Malta la metaniera russa Arctic Metagaz
Richiesto il sostegno internazionale dalla port authority libica che non può gestire una nave di queste dimensioni, ma nessun riscontro fattivo da Imo e Ue

L’Arctic Metagaz, la metaniera russa di 277 metri di lunghezza per 43 metri di larghezza, che il 3 marzo scorso è stata oggetto di una forte esplosione “è completamente fuori controllo in mare”. L’affermazione viene dall’Autorità libica per i porti e i trasporti marittimi, ed è stata lanciata ieri, 2 aprile, dopo un tentativo di rimorchio fallito intorno alle 04:00, ora locale, a causa del maltempo.
La nave era stata colpita dall’esplosione – probabilmente causata da un drone ucraino – mentre navigava tra Malta e la Libia; i 30 membri dell’equipaggio a bordo erano stati evacuati su un’altra nave; fortunatamente non erano state registrate vittime.
Come riporta l’annuncio dell’Autorità, da allora la nave continua ad andare alla deriva costituendo un grave pericolo per la navigazione e per l’ambiente, per cui tutte le navi e le unità marittime sono state avvertite di mantenere una distanza non inferiore a 10 miglia nautiche dalla posizione in cui si trova e di segnalare qualsiasi segno di perdita, comprese emissioni di gas o fumo.
I rimorchiatori che hanno tentato il salvataggio della Arctic Metagaz sarebbero stati individuati dal sistema Ais mentre stavano rientrando in porto. La stessa, dagli ultimi rilievi di ieri, si trovava alla latitudine 33°50’N e alla longitudine 16°43’E, in acque non lontane dalla zona di ricerca e soccorso (Sar) di Malta.
Il fallimento dell’operazione di rimorchio, precisano le autorità libiche, è stato causato dai venti a 40-50 nodi e da onde di circa cinque metri, generate da un profondo sistema di bassa pressione. L’autorità portuale ha anche aggiunto che la nave, essendo alla deriva e fuori controllo, non consente al rimorchiatore di tornare sul luogo e riprendere l’operazione essendo presenti condizioni meteorologiche pericolose. Secondo le previsioni, i venti nei prossimi giorni potrebbero spingere la Arctic Metagaz più a nord, potenzialmente all’interno della zona Sar maltese, e ciò potrebbe comportare un intervento di soccorso regionale più ampio.
La Libia ha intanto richiesto il sostegno internazionale per gestire la situazione: Mohamed Salem Scewy, presidente dell’Autorità libica per i porti e i trasporti marittimi, ha infatti dichiarato che le autorità si sono rivolte formalmente sia all’Organizzazione marittima internazionale che all’Unione europea.
Secondo GCaptain, Scewy avrebbe anche dichiarato a TradeWins che “il problema non è solo libico, ma è per i paesi del Mar Mediterraneo”. Il presidente ha anche affermato che nonostante gli sforzi di sensibilizzazione il supporto è stato limitato. “Abbiamo bisogno di aiuto o di cooperazione per controllare questa metaniera e prevenire qualsiasi inquinamento”, ha detto, aggiungendo che le controparti dell’Ue si sono finora concentrate principalmente sulla richiesta della posizione e delle immagini della nave. Ha inoltre smentito precedenti notizie che suggerivano l’esistenza di piani per lo scarico del carburante, affermando che non è stato raggiunto alcun accordo con le società di recupero e che la Libia non dispone di porti in grado di gestire una nave di queste dimensioni.
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