Bunicci (Fedepiloti): “I piloti dei porti si preparano a navigare la trasformazione”
Il numero uno uscente lancia un messaggio alle altre sigle: “Sediamoci a un tavolo, siamo disponibili a ridiscutere la governance della categoria”
Fedepiloti, la Federazione Nazionale Piloti dei Porti, si riunisce a Roma per la sua assemblea annuale e per l’occasione il suo presidente uscente, Roberto Bunicci, affida a SHIPPING ITALY le sue considerazioni su una categoria destinata a “Navigare la trasformazione”. Questo infatti è il titolo del meeting in programma nella capitale.
Perchè la scelta di questo titolo presidente?
“Nel 2024 abbiamo parlato di valutazione del rischio e nel 2025 di consapevolezza situazionale perché abbiamo voluto dare un taglio tecnico. Ora vogliamo mettere al centro l’uomo, perché pensiamo che l’uomo faccia ancora la differenza in positivo. Soprattutto l’uomo che sa gestire la tecnologia e che sa gestire i cambiamenti; in ragione di questo abbiamo pensato di puntare sul topic ‘Navigare la trasformazione uniti nella visione del futuro’.”
In concreto cosa significherà?
“L’idea è quella di riconoscere il nostro ambiente operativo che sta cambiando e come categoria abbiamo la responsabilità di governare questo cambiamento; quindi vogliamo essere consapevoli, parte attiva, e a nostro carico c’è anche il sapere evolvere in positivo.”
Parlando di cambiamenti, quali sono quelli che stanno travolgendo o intervenendo sul vostro mestiere e sul lavoro quotidiano?
“Diciamo che noi siamo promotori della sicurezza, siamo al fianco delle autorità marittime, muoviamo le navi che sono sempre più grandi e questo è anche un tema che abbiamo toccato in passato, sul gigantismo.
Quindi cosa possiamo fare? Possiamo usare tecnologie? Sì, usiamo tecnologie, ci formiamo e questo è un altro tema che affronteremo. Ci formiamo, ci addestriamo nel miglior modo possibile, facciamo sistema con gli altri servizi tecnico-nautici e funzioniamo in un certo senso da collaudatori del porto. Siamo i primi fruitori di un buon progetto quando funziona bene e conseguentemente lo sono i traffici, quando vediamo che vengono destinati importanti investimenti ci sono ricadute importanti a cascata sull’aumento dei traffici.”
L’anno scorso si dava notizia anche di conflittualità superate, sia a livello associativo che su questioni legali: rispetto ad alcuni anni fa i piloti sono un comparto più coeso?
“Io l’ho detto già in altre occasioni con le altre associazioni di categoria: dialoghiamo. Abbiamo sempre cercato un dialogo e assolutamente facciamo squadra, non potrebbe essere diversamente. Al tempo stesso abbiamo lavorato al massimo per quelli che sono i bisogni delle corporazioni e dei piloti. Questo, devo dire la verità, ci è stato riconosciuto perché vediamo che molti piloti hanno scelto di rientrare in Federazione senza che noi glielo chiedessimo, hanno fatto una scelta spontanea come deve essere una scelta autentica. Questa è la soddisfazione più grande.”
Quanti sono ad oggi gli associati a Fedepiloti e quanti sono rientrati nell’ultimo anno?
“Siamo 240 associati alla federazione su 277 piloti; per quanto ci riguarda non è un braccio di ferro con altre associazioni, noi curiamo gli interessi anche loro e non potrebbe essere diversamente, questo è il nostro lavoro. Se poi uno sceglie di andare altrove ok, ma comunque noi curiamo gli interessi dell’intera categoria.”
Anche i contrasti con gli armatori sono un lontano ricordo?
“In passato abbiamo avuto dei contrasti perché contestavano la tariffa e la disciplina, sono stati emanati dei criteri e dei meccanismi molto rigidi, ai quali le corporazioni devono attenersi. E’ vero, ci hanno condizionato nelle nostre scelte, nelle nostre spese, però adesso c’è un sistema che funziona bene, è un sistema che infatti non è toccato dalla prossima riforma portuale, quantomeno dalla bozza che abbiamo in mano. I servizi tecnico-nautici sono completamente esclusi perché, anche per bocca del viceministro Rixi, sono già stati a suo tempo messi sotto la lente e ai raggi X, è stata fatta una disciplina ad hoc e non c’è bisogno che vengano toccati fra i temi della riforma.”
Quella di quest’anno sarà dunque un’assemblea tutta rivolta al futuro?
“Sì, noi ci affacciamo al futuro, molto fiduciosi, come federazione abbiamo l’orgoglio di avere il nostro direttore, Salvatore Mecca, che è vicepresidente dell’Empa, la nostra associazione europea, la European Maritime Pilot Association, e questo è un altro orgoglio perché molti temi si discutono a Bruxelles ed è giusto anche partecipare a uno scambio europeo, delle politiche, delle problematiche che sono in discussione in ambito continentale. Anche la disciplina che costrinse alla verifica dei criteri e meccanismi affinché le tariffe fossero eque, trasparenti e universali arrivava dall’Europa e adesso è pienamente verificato che siamo compliant.”
Lei presidente è in scadenza: un messaggio di commiato ai colleghi?
“Tutto il consiglio direttivo è in scadenza quindi ne verrà nominato uno nuovo al quale auguro davvero buon vento, perché dobbiamo continuare su questa linea, la rotta tracciata è stata buona, abbiamo avuto ottimi riscontri dalla categoria. Anche con le altre sigle, quando vorranno, siamo sempre disponibili a dialogare, a ridiscutere le discipline di governance della categoria, l’abbiamo detto a suo tempo. Per noi nulla osta a parlarci e a metterci intorno a un tavolo, assolutamente.”
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