Confetra in Senato: bene la riduzione delle accise all’autotrasporto ma altri temi restano
La Confederazione cita tra gli altri il rafforzamento del credito d’imposta per l’autotrasporto e l’handling fee europeo

Confetra ha espresso apprezzamento per le modifiche apportate al Dl Fiscale dal nuovo decreto approvato prima di Pasqua, che ha prorogato la riduzione delle accise sul gasolio per autotrazione fino all’1 maggio estendendone il beneficio anche ai biocarburanti (Hvo). Lo ha evidenziato la confederazione alla Commissione Finanze e Tesoro del Senato, nell’ambito dell’audizione sui procedimenti di conversione in legge del Dl Carburanti e Dl Fiscale.
Restano aperte tuttavia diverse questioni: il rafforzamento del credito d’imposta per l’autotrasporto (con percentuali adeguate ai costi reali, l’esclusione di meccanismi come il click day dai provvedimenti attuativi, l’estensione del credito d’imposta al trasporto ferroviario merci (e per i locomotori diesel utilizzati nei terminal).
Secondo la Confederazione inoltre la crisi in Medio Oriente ha prodotto effetti strutturali sui costi del trasporto, che hanno già assorbito i benefici della riduzione temporanea delle accise. Pertanto, secondo il presidente Carlo De Ruvo, è necessario garantire continuità agli strumenti di sostegno – evitando che soluzioni temporanee o meccanismi burocratici penalizzino le imprese – e un approccio sistemico per tutta la filiera, dalla gomma al ferro.
La Confederazione ha espresso apprezzamento anche per il rinvio all’1 luglio 2026 dell’entrata in vigore del contributo italiano sui ‘piccoli pacchi’ (di valore inferiore a 150 euro), ma al contempo preoccupazione rispetto alla possibile sovrapposizione con l’handling fee europeo, che dovrebbe entrare in vigore entro novembre.
“La misura nazionale – ha rilevato De Ruvo – dovrà essere eliminata con l’entrata in vigore del dazio Ue (pure previsto a luglio, ndr) e, ancor più, dell’handling fee europea (entro novembre, ndr), altrimenti si rischia di vanificare gli effetti di un intervento fortemente sostenuto da Confetra e di determinare un aggravio significativo dei costi per l’intero comparto logistico se le merci fino a 150 euro di valore continuassero a giungere in Italia passando da aeroporti europei non italiani, non incasseremmo nemmeno il 25% del dazio di 3 Euro che la UE ha previsto di far entrare in vigore dall’1 luglio”.
Lo scorso 25 marzo, Parlamento e Consiglio Europeo hanno raggiunto un accordo sulla riforma del Codice Doganale dell’Unione. L’intesa informale ha stabilito l’introduzione di una nuova tassa di gestione per ogni articolo che entra nell’Ue da paesi extra-Ue e spedito direttamente ai consumatori, a coprire i costi aggiuntivi derivanti dalla gestione di un numero sempre crescente di singoli pacchi. L’imposta sarà pagata dallo stesso soggetto responsabile del pagamento di altri oneri doganali per lo stesso pacco. Gli Stati membri, ha stabilito l’accordo, inizieranno a riscuoterla non appena il necessario sistema informatico sarà operativo, e comunque entro il 1° novembre 2026. L’accordo ha istituito anche la nuova Autorità doganale dell’Ue, che avrà sede a Lille, in Francia.
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