Consiglio generale di Confitarma in trasferta a Genova
Proprio nel capoluogo ligure si svolse nel 1901 la prima riunione della nascente associazione di categoria

A Genova, presso la sede di Costa Crociere, è andato in scena un partecipato Consiglio Generale di Confitarma, allargato a diversi ospiti istituzionali, nuova tappa del percorso, avviato a Ravenna lo scorso febbraio, nelle principali città portuali italiane, un viaggio che si concluderà a Roma con l’Assemblea pubblica annuale in programma il 26 e 27 ottobre 2026.
“L’appuntamento odierno assume un valore simbolico particolarmente significativo, perché celebra i 125 anni della Confederazione Italiana degli Armatori, che il 9 aprile 1901 proprio a Genova ha visto svolgersi la prima Assemblea Straordinaria della costituenda Federazione degli Armatori Italiani” ha spiegato una nota dell’associazione confindustriale.
Ai lavori hanno preso parte, tra gli altri, Alessandro Terrile, Vicesindaco del Comune di Genova, l’Amm. Ispettore Antonio Ranieri, Direttore Marittimo della Liguria e Comandante del Porto di Genova e Matteo Paroli, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale.
“Confitarma è stata tra le prime organizzazioni al mondo a gestire la transizione dai concordati di tariffa locali ai primi accordi di respiro nazionale, contribuendo in modo significativo alla nascita e allo sviluppo delle relazioni sindacali, in generale, e nel settore dei trasporti in particolare. In Italia è stata inoltre la prima associazione datoriale a sottoscrivere un concordato di tariffa, antesignano del contratto collettivo, configurandosi tra le primissime Associazioni Nazionali di categoria di stampo moderno” ha proseguito la nota.
Il Consiglio Generale di Confitarma ha approvato il restyling del logo confederale, che, come evidenziato dal Presidente Mario Zanetti “vuole esaltare il valore propulsivo di un’associazione impegnata – oggi e nel futuro – a rappresentare l’industria armatoriale italiana, da sempre al servizio del Paese, delle sue forze produttive e di tutti i cittadini. Le attuali sfide geopolitiche a partire dalla crisi mediorientale, i temi del fabbisogno energetico e della transizione ecologica, così come le opportunità offerte dalle nuove rotte e dall’integrazione economica globale, confermano il trasporto marittimo quale un asset strategico, in particolare per l’Italia.”
Nel corso dei lavori sono state affrontate le principali sfide che interessano l’armamento nazionale. Particolare attenzione è stata dedicata alla crisi in atto nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz e al binomio decarbonizzazione e competitività: “Pur rappresentando solamente circa il 2% delle emissioni globali, il trasporto marittimo è già oggi la modalità più efficiente dal punto di vista ambientale. Tuttavia, le politiche europee di transizione ecologica – in particolare il sistema Ets e il FuelEU – rischiano di compromettere la competitività dello shipping italiano. Confitarma ha ribadito la necessità di sospendere o rivedere il meccanismo Ets e di destinare i proventi ricavati al settore marittimo. In tal senso è stata evidenziato un primo parziale passo avanti in tal senso, con la recente modifica dell’Art. 23 del D.lgs. n. 47/2020, che ha inserito il Sea Modal Shift tra i destinatari delle risorse provenienti dalle aste. Le imprese armatoriali italiane stanno facendo la loro parte, avendo investito già circa 2,5 miliardi di euro, con oltre 60 nuove navi ordinate, l’80% delle quali predisposte per l’utilizzo di combustibili alternativi”.
L’associazione ha infine evidenziato “l’urgenza di intervenire sul regime della bandiera italiana, oggi appesantito da procedure e adempimenti più onerosi rispetto a quelli delle principali bandiere europee concorrenti, con impatti diretti sulla competitività del sistema”.
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