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Focus della Corte dei Conti sugli ‘sconti’ a Gnv nel porto di Termini Imerese

Chiesti e forniti chiarimenti sui provvedimenti (anche retroattivi) assunti dall’Adsp palermitana fra 2024 e 2025 su richiesta della compagnia del gruppo Msc

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
14 Aprile 2026
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Termini Imerese

Una promozione (anche) retroattiva per il trasporto passeggeri nel porto di Termini Imerese è l’ossimoro che ha suscitato l’attenzione prima del Collegio dei revisori e poi della Corte dei Conti. Lo si legge nell’ultimo report periodico sull’attività dell’Autorità di sistema portuale del Mar di Sicilia occidentale.

Oggetto di attenzione sono tre provvedimenti assunti dall’ente fra il gennaio 2024 e il febbraio 2025. Col primo l’ente accolse la richiesta di Grandi Navi Veloci (che da Termini opera collegamenti plurisettimanali con Civitavecchia e settimanale con Napoli), “limitatamente al porto di Termini Imerese, di valutare, per il 2023, la riduzione dei diritti autonomi (i diritti dovuti dai vettori marittimi per i passeggeri che imbarcano/sbarcano su/da navi ro/ro, per l’imbarco/sbarco su/da navi ro-ro di automezzi pesanti, auto commerciali ed auto al seguito, ndr) nella misura del 50% al fine di poter consolidare ed ulteriormente incentivare i traffici”, mentre coi successivi tale riduzione fu estesa al periodo 2024-2028 e, per il 2025, portata al 60%.

Due le perplessità in proposito di revisori e magistrati contabili. Da una parte “l’effetto retroattivo di tale misura – sul rilievo per cui le iniziative ‘promozionali’ sono funzionali all’incentivazione di attività future”. Dall’altra la mancanza di una “valutazione preventiva dell’impatto di tale iniziativa in termini di minori introiti dell’Autorità e possibile compensazione con gli (stimati) effetti finanziari positivi che questa potrebbe determinare”.

Quanto al primo rilievo l’Adsp del Mare di Sicilia occidentale ha spiegato che lo sconto “non ha avuto una finalità meramente promozionale ma è stata concepita quale forma di ristoro, sia pur parziale, dei disagi sostenuti dalle compagnie di navigazione nel corso dell’anno 2023 in conseguenza della prosecuzione dei lavori di dragaggio, del completamento del molo sottoflutto e della realizzazione del nuovo terminal contenitori dello scalo di Termini Imerese, i quali hanno determinato una significativa contrazione delle aree operative disponibili in banchina, imponendo alle unità navali ulteriori movimenti e riposizionamenti”. L’ente ha, altresì, rappresentato che la misura “si colloca in una prospettiva di sistema che considera in chiave sinergica i porti di Termini Imerese e di Palermo, perseguendo – anche mediante l’incentivazione dei traffici del primo scalo – il decongestionamento del porto di Palermo”.

In merito alla carente analisi, l’Adsp ha osservato che “nel settore dei traffici marittimi, le previsioni quantitative risultano fisiologicamente esposte a un’elevata variabilità e che l’intervento in questione è stato adottato in un quadro di complessiva sostenibilità degli equilibri di bilancio”. Ad ogni modo l’Adsp, al cui presidente di allora, Pasqualino Monti, è succeduta intanto Annalisa Tardino, “si è impegnata – scrivono i magistrati contabili – a corredare tali misure, con decorrenza dai prossimi esercizi, di un più articolato quadro di analisi ex ante”.

Al momento non è chiaro se esso sia già stato prodotto, anche perché Tardino è impegnata a Miami per la fiera crocieristica Seatrade e ha fatto sapere che analizzerà la questione coi dirigenti al rientro. La Corte ha preso atto delle spiegazioni messe a verbale, riservandosi tuttavia di “eseguire verifiche sugli esiti delle iniziative già assunte dall’Autorità di sistema portuale nella materia in esame e di quelle che la stessa vorrà adottare in futuro”.

A.M.

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