Riforma portuale all’avvio dell’iter parlamentare
Annunciata la bollinatura del Ddl da parte della Ragioneria dello Stato. Rixi sul caro materie: “Senza intervento di Bruxelles dovremo selezionare fra le opere”
“La Ragioneria generale dello Stato ha apposto il proprio bollino alla bozza del disegno di legge di riforma del sistema portuale”.
Lo annunciato il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi in occasione dell’annuale assemblea di Spediporto, l’associazione degli spedizionieri genovesi. Il provvedimento varato dal Governo a dicembre, superato il vaglio tecnico-contabile, è ora pronto a entrare nella fase parlamentare per l’avvio dell’iter di esame e approvazione. Da vedere, anche considerata la complessità della materia e la non perfetta consonanza anche all’interno della maggioranza delle opinioni in materia, se i tempi di legislatura saranno sufficienti a chiudere tale iter.
“Si tratta di un passaggio che consente al testo di approdare alle Camere e di avviare il confronto politico sulla revisione della governance e dell’organizzazione dei porti” ha detto Rixi: “Questa legge consente di proiettare le nostre capacità marittime fuori dai confini nazionali, potenziando l’influenza del paese nel Mediterraneo e rendendo l’Italia più flessibile e resiliente al susseguirsi delle crisi geopolitiche in corso”.
Men che tiepido l’interesse del cluster marittimo emerso all’assemblea di Spediporto, dove fra un pugno di incolori reazioni di circostanza s’è fatto registrare solo il commento critico di Fabrizio Ferrari, presidente della locale sezione di Confindustria: “Genova non ha certo da guadagnarci da un processo di centralizzazione della portualità, mentre a livello nazionale abbiamo già espresso il nostro scetticismo per la Porti d’Italia Spa come concepita dal Ddl, che ci pare decisamente elefantiaca. Diversamente, un’idea di regia affidata a una struttura più snella ci troverebbe favorevoli”.
Contrarietà dagli esponenti dell’opposizione presenti: “Ci chiediamo se il testo che arriverà in Parlamento confermerà il pesante taglio di risorse economiche – fino al 40% – oltre che di personale e competenze a danno delle Autorità di sistema. Se così fosse, sarebbe difficile comprendere come una simile riduzione, che di fatto depaupera i territori, possa conciliarsi con l’obiettivo dichiarato di sostenere e rafforzare i nostri porti in una fase di competizione internazionale sempre più intensa. Dichiariamo fin da ora la nostra attenzione sull’iter parlamentare della riforma, perché è in gioco non solo il futuro del sistema portuale, ma anche quello dei territori che su di esso fondano sviluppo, lavoro e prospettive di crescita” hanno detto i deputati del Partito Democratico Valentina Ghio e Alberto Pandolfo presenti all’assemblea annuale di Spediporto.
Dal palco, nella stessa occasione, Rixi è intervenuto anche sul tema degli extracosti delle opere pubbliche legati al caro delle materie prime, che, come nel caso di Genova e Savona, comporterà ritardi o una selezione fra le infrastrutture ad oggi pianificate: “O ci verrà consentito di fare scostamenti ad oggi non previsti o non potremo che individuare delle priorità fra gli interventi al momento in calendario. Del resto se l’Europa non interviene, auspicabilmente sterilizzando l’Ets e cancellando le tasse sull’import di idrocarburi, non saremo gli unici, anzi – e penso a Francia e Spagna – a dover prendere decisioni drastiche, anche se il mal comune non è certo un mezzo gaudio in questo caso”.
A.M.
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