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“A Genova nuovi spazi a mare e separazione fra riparazioni navali e refit di yacht nel prossimo Prp”

All’assemblea di Genova for Yachting il presidente dell’Adsp Paroli risponde (positivamente) alle richieste di Amico e dell’associazione

di Nicola Capuzzo
7 Maggio 2026
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Area riparazioni navali – T.Mariotti cantieri – porto Genova veduta aerea

Genova – Il porto di Genova, nel prossimo nuovo Piano Regolatore Portuale, andrà verso una netta separazione fra le attività di riparazione e costruzione navale dal refitting di super yacht. Rinviata invece la privatizzazione di Ente Bacini.

A (ri)sollevare la questione, durante l’assemblea annuale dell’associazione Genova for Yachting, è stato Alberto Amico, presidente del cantiere Amico & Co., affrontando il tema della “compatibilità fra attività nautiche e altre riparazioni navali del porto” ed evidenziando che “bisogna assolutamente separare i due comparti nel prossimo Piano regolatore. Abbiamo esperienze preoccupanti dal punto di vista dell’impatto ambientale vissute dai nostri clienti”.

Appello accolto pienamente dal presidente dell’Autorità di sistema portuale, Matteo Paroli, che, a proposito dell’indotto generato dalla nautica professionale, ha parlato di 4.800 persone nell’indotto secondo i dati dell’Adsp. “Un Prp lungimirante è un Prp che non lascia indietro nessun, lo scopo a cui stiamo lavorando è quello di cercare di contemperare esigenze che non sempre sono conciliabili. il settore della grande nautica e dei grandi yacht non è compatibile con la contiguità con un altro settore della carpenteria navale e industriale, sono fasce di mercato distinte e divergenti. Non si può fare sabbiature di grandi navi affianco alla verniciatura degli yacht” ha affermato. Per poi aggiungere: “Finora si è creato un puzzle e in quell’area il patchwork non è virtuoso perché non fa lavorare bene né le riparazioni navali né la nautica; c’è incompatibilità sotto il profilo della logistica operativa delle imprese. Il nuovo Piano regolatore punterà a fare ordine in modo che entrambe i settori possano crescere in maniera non conflittuale”, anche se servirà “qualche sacrificio da parte di tutti”.

Buone notizie arrivano anche sul fronte delle nuove aree a disposizione del comparto da ottenere attraverso nuovi tombamenti o specchi acquei da dedicare a ormeggi e rimessaggi. “Ci sarà un’espansione verso mare grazie alla nuova diga” ha preannunciato Paroli, collegando questa possibilità al fatto c he “diminuirà l’importanza dell’attuale canale d’accesso con possibili ampliamenti verso mare”. Il mix perfetto secondo il presidente nell’area delle riparazioni navali sarà dato da ampliamento verso mare e razionalizzazione a terra”.

Sul futuro di Ente Bacini, la società che gestisce le vasche di carenaggio del porto di Genova, il presidente della port authority conferma di avere parzialmente cambiato idea rispetto allo scorso anno: “Lavorando al Prp e nel riorganizzare le idee di quell’area ho ritenuto e ritengo che non siano maturi i tempi per modificare l’attuale assetto di Ente bacini; una riorganizzazione sarebbe distonica rispetto al disegno che abbiamo in mente. Un’eventuale privatizzazione avverrà a valle del nuovo Prp”. Paroli ha ancora aggiunto che “Ente Bacini deve continuare a gestire quel comparto ancora per qualche anno, utilizzando al meglio gli spazi a disposizione. Privatizzandola si rischierebbe di non fare un buon servizio a chi quelle aree oggi le sta utilizzando; la privatizzazione rimane comunque un obiettivo da perseguire ma farla oggi non sarebbe la soluzione migliore”.

All’assemblea di Genova for Yachting è intervenuto anche il vicesindaco di Genova (nonchè ax amministratore delegato di Ente Bacini), Alessandro Terrile, prefigurando una “trasformazione dell’area delle riparazioni navali per effetto dell’uscita del tunnel subportuale. Sarà l’opportunità per ripensare tutta quell’area e attuare una divisione fra riparazioni navali e industria di refit per la nautica, con in aggiunta l’espansione verso mare”. Sarà anche l’occasione, però, per creare il tanto invocato “collegamento fra il Porto Antico e il nuovo waterfront di Levante”. Ma anche questa razionalizzazione e riconversione di alcune aree comporterà il trasferimento di qualche azienda.

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