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Economia

Nuova offerta israeliana dell’ultimo minuto per Zim

Solo pochi giorni fa gli azionisti della shipping company hanno approvato la vendita ad Hapag Lloyd e al fondo Fimi

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
7 Maggio 2026
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Zim container vessel

Colpo di coda nell’iter per la cessione di Zim. Per la compagnia israeliana – il cui take over da parte di Hapag Lloyd insieme al fondo israeliano Fimi è stato approvato pochi giorni fa dagli azionisti al 97,36% – avrebbe infatti presentato una offerta last minute Haim Sakal, imprenditore israeliano della famiglia Sakal, che in passato era stato attivo nel business dei duty free e cui oggi fa capo un family office con interessi in molteplici attività (nessuno delle quali però in ambito marittimo).

Sakal, riporta Yedioth Ahronoth, sarebbe affiancato nell’iniziativa da un insieme di co-investitori, di nazionalità non precisata. Secondo la testata l’imprenditore, insieme ad altri investitori (non è chiaro se gli stessi dell’offerta per Zim) si sarebbe fatto avanti anche per rilevare Arkia, compagnia aerea con sede a Tel Aviv che opera voli anche con l’Italia.

Nemmeno è chiaro se l’offerta di Sakal per Zim abbia qualche chance di essere presa realmente in considerazione, dato anche l’ok ottenuto dagli shareholders, ma sono diversi gli elementi che potrebbero renderla più allettante di quella di Hapag Lloyd e Fimi.

Innanzitutto il suo valore economico – 4,5 miliardi di dollari cash per la totalità delle azioni della compagnia, ovvero circa 300 milioni in più di quella già approvata. L’ammontare includerebbe in particolare una quota di 250 milioni di euro destinata a bonus per i dipendenti – al riguardo, Yedioth Aronoth segnala che il comitato aziendale dei lavoratori avrebbe fatto sapere di gradire l’iniziativa, valutando l’offerta come “migliorativa”.

L’offerta di Sakal potrebbe inoltre garantire un maggior controllo ‘israeliano’ sulla shipping company, considerata un asset fondamentale per lo stato ebraico. In particolare il pool di investitori avrebbe promesso di mantenere la flotta di 145 navi e il centro operativo della compagnia “sotto la piena sovranità israeliana”. Peraltro, sulla proposta di Hapag Lloyd – Zim pende ancora il possibile esercizio della golden share. Restano invece, secondo la testata, dubbi sulla solidità economico finanziaria della proposta, considerate alcune difficoltà attraversate dal gruppo della famiglia Sakal.

L’accordo per la cessione ad Hapag Lloyd e Fimi era stato siglato lo scorso 16 febbraio, per un valore di 4,2 miliardi di dollari. Uno dei passaggi necessari per il suo completamento era l’approvazione da parte dell’assemblea degli azionisti, incassato lo scorso 30 aprile, nonché appunto il via libera dello stato (rispetto all’esercizio della golden share) e infine quello delle autorità regolatorie e antitrust, con la finalizzazione attesa entro la fine del 2026. L’accordo ha incluso anche la firma di un memorandum of understanding vincolante tra Hapag Lloyd e Fimi in base al quale la golden share detenuta dallo stato sarebbe stata trasferita a una controllata del secondo, sempre previo ok governativo. Fimi e Hapag Lloyd, in base all’intesa, avrebbero creato un nuovo operatore di linea, con naviglio di proprietà e sede in Israele, gestito e controllato dal fondo sotto il “supporto strategico di lungo periodo” di Hapag Lloyd.

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