Edison rinuncia al Gnl a Brindisi malgrado i 35 milioni pubblici
Secondo la nota della società energetica geopolitica e caro prezzi più forti della “validità industriale” del progetto
Brindisi non avrà un deposito costiero di Gnl.
Con una nota Edison ha reso noto di aver “verificato che non sussistono più le condizioni per proseguire con l’investimento per la realizzazione” della struttura “in ragione della estrema volatilità del contesto economico-finanziario, geopolitico e di mercato attuali, anche alla luce dei ritardi accumulati e del conseguente incremento dei costi”. Edison è la controllante della Società Deposito Gnl Brindisi, che a novembre aveva ottenuto i 35 milioni di euro stanziati ad hoc dal Governo nel luglio 2025, dopo che il ritardo del programma Pnrr-Pnc dedicato a tale filiera aveva fatto saltare l’iniziale finanziamento. Entro l’inizio di maggio avrebbe dovuto far partire i lavori per non perdere il finanziamento.
Un sostegno pubblico non sufficiente, però, per Edison, per cui i succitati “incidono in modo sostanziale sul profilo di rischio e sulla sostenibilità economica del progetto, nonostante esso stesso mantenga solidità progettuale e validità industriale”.
E questo sebbene “la regione Puglia si confermi per Edison un territorio di elevata rilevanza strategica, nel quale la Società è presente lungo tutta la catena del valore dell’energia: dalla produzione elettrica da fonti rinnovabili e flessibili ai servizi a valore aggiunto per i clienti, fino ai green gas. Il Gruppo conferma il suo impegno a lavorare con le istituzioni, le imprese e le comunità locali per contribuire a una crescita sostenibile del territorio, generando valore condiviso nel pieno rispetto delle specificità e delle vocazioni locali, coniugando innovazione industriale, decarbonizzazione, sviluppo economico e sociale”.
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