L’Adsp Trieste avvia l’espansione del nuovo terminal multipurpose ungherese
Al via la gara per la progettazione dell’allungamento della banchina: 83 milioni di euro d’investimento, opera pronta a fine 2029

Mentre il banchinamento del lato nord è ancora ‘in progress’, l’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico orientale ha avviato il percorso per la realizzazione del lato sud del nuovo terminal delle Noghere, allo sbocco del canale industriale del porto di Trieste.
Si tratta dei lavori a mare dell’area ex Aquila che la società governativa ungherese Adria Port intende trasformare in un terminal multipurpose. L’appalto per la prima fase dei lavori a mare, in capo allo stato italiano, fu aggiudicato all’inizio del 2024 e prevedeva il nuovo banchinamento di 245 metri e 8.000 mq di superficie, n. 2 mooring dolphin e il dragaggio del canale di accesso fino a quota –11,7 metri nell’area antistante la banchina di accosto.
Nei giorni scorsi l’Adsp ha bandito una gara per “il servizio attinente all’architettura e all’ingegneria di progettazione di fattibilità tecnica ed economica con opzione per il successivo affidamento delle attività di direzione lavori e coordinamento per la sicurezza” relativamente alla fase 2 dell’opera, per 6,1 milioni di euro.
Dalla documentazione si evince come l’appaltatore dovrà dettagliare il progetto di massima dell’Adsp, con l’allungamento della banchina di 356 metri, e l’ampliamento del piazzale retrostante di altri 16mila mq, costituito da un impalcato in calcestruzzo armato fondato su pali in calcestruzzo armato.
“La realizzazione delle opere pubbliche” in questione – si legge nella documentazione dell’Adsp – “si inserisce in un contesto di integrazione funzionale con iniziative già avviate da operatori privati nelle aree limitrofe e che tale sinergia, in considerazione della natura strategica dell’investimento, è suscettibile di incrementare significativamente il potenziale di interscambio logistico con le principali direttrici dell’Europa centro-orientale”.
Il quadro economico dell’opera ammonta a 83 milioni di euro e il cronoprogramma fissa il collaudo nell’ultimo trimestre 2029, pur ammettendo possibili “aggiustamenti in sede di progettazione delle opere”.
A.M.
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