Cold ironing a Gioia Tauro verso l’aggiudicazione in extremis del secondo lotto
In aggiudicazione il completamento dell’intervento da oltre 76 milioni di euro, rassicurazioni dal Mit sulla scadenza Pnrr imminente

La realizzazione di un sistema di cold ironing completo per il porto di Gioia Tauro si avvicina.
Dopo il primo step, un appalto da 18,3 milioni di euro aggiudicato nel 2024 e concluso nei mesi scorsi, in questi giorni l’Autorità di sistema portuale dello scalo calabrese sta procedendo all’aggiudicazione del secondo lotto, nella forma di un accordo quadro di durata biennale del valore di quasi 29 milioni di euro che potrebbero salire, con quinto d’obbligo e ulteriori opzioni, a oltre 76 milioni di euro: 9 le offerte giunte all’amministrazione
L’intero intervento è coperto da più di 66 milioni di euro afferenti a fondi Pnrr, dopo una rimodulazione resasi necessaria per il definanziamento delle risorse stanziate col Fondo complementare. Un aspetto che chiama in causa la tempistica del succitato secondo lotto, che ovviamente non potrà rispettare la prevista scadenza dell’entrata in funzione delle opere coperte da fondi Pnrr entro la fine di giugno di quest’anno, pena il rischio di dover restituire a Bruxelles i finanziamenti.
Rischio inesistente secondo l’Adsp: “Entro giugno 2026 devono essere raggiunti gli obiettivi fissati e non tutte le opere. Pertanto non tutte le opere vanno completate. Il Ministero di competenza individua le opere che possono essere completate dopo giugno 2026” fa sapere l’ente. Tale individuazione non risulta tuttavia essere stata effettuata, come la stessa Adsp ammette: “Non c’è un decreto Mit al momento, ma solo indicazioni ai tavoli tecnici”.
Resta infine da capire come il Mit, che pure ha garantito all’Adsp la necessaria copertura finanziaria e sottoscritto con l’ente calabrese un accordo procedimentale con apposito schema giuridico (sostanzialmente basato su una suddivisione in lotti e sulla previsione del rispetto del termine solo per il primo di essi), intenderà regolarsi con la Commissione Europea in merito alla dimostrazione di aver rispettato i termini previsti dal regolamento con cui nel 2021 venne istituito il dispositivo per la ripresa e la resilienza post pandemia.
A.M.
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