Nel Pot dei porti sardi prende forma anche anche la nave rigassificatrice a Oristano
L’Adsp isolana ha approvato il piano operativo triennale, all’insegna di sviluppo infrastrutturale, commerciale e digitale

C’è anche il progetto di Snam di realizzare un rigassificatore ad Oristano nel nuovo Piano Operativo Triennale 2026 – 2028 approvato ieri dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna.
Questo infatti l’elenco di interventi snocciolato dall’Adsp, “a partire dalla portualità di Cagliari, con il completamento del nuovo terminal ro-ro, la realizzazione della viabilità di collegamento con la SS 195, l’infrastrutturazione del terminal rinfuse e lo sviluppo del distretto della cantieristica nautica, oltre alla progressiva riqualificazione del porto storico in chiave turistica e crocieristica. Olbia punta sui dragaggi e il potenziamento della banchina crocieristica per incrementare il potenziale ricettivo per le navi superiori ai 300 metri di lunghezza. Ma anche su una pianificazione volta all’estensione delle aree da dedicare a nautica da diporto e cantieristica. Su Porto Torres, una volta completato l’Antemurale, il piano prevede l’adeguamento dei fondali e ampliamento delle aree operative e logistiche con il completamento del secondo lotto della Darsena Servizi e la creazione della piastra logistica nel bacino dell’ex pontile secchi Eni. Per Arbatax, Golfo Aranci e Santa Teresa Gallura gli interventi riguarderanno la riqualificazione delle infrastrutture esistenti e il potenziamento dei servizi.
Particolare attenzione è riservata agli scali industriali e specialistici: a Portovesme sono programmati interventi di dragaggio e gestione delle acque meteoriche per migliorare la separazione dei traffici; a Oristano opere di manutenzione infrastrutturale e lo sviluppo del polo energetico legato al Gnl. Mentre a Sarroch – Porto Foxi è prevista la realizzazione di una nuova darsena di servizio per i rimorchiatori”.
Per l’ente sarà però “strategica” anche “l’attività di marketing e di stimolazione dei mercati, che interesserà ogni singolo settore operativo portuale: crociere (contemporary e lusso), rinfuse liquide, solide, logistica, ferry, nautica da diporto (super, mega e giga yacht) e cantieristica da diporto”. Idem dicasi per “la costruzione di una collaborazione strutturata e permanente con gli Enti preposti (tra i quali i Consorzi Industriali) per la costruzione di un sistema portuale sardo competitivo su scala mediterranea, fondato su una integrazione intelligente degli strumenti di agevolazione, fiscale e non (Zes, Zona Franca Doganale, Contratti di investimento, Contratti di sviluppo) disponibili. Elementi che, attraverso specifico accordo con l’Assessorato regionale all’Industria, potranno essere sostenuti da ulteriori politiche di contenimento del costo del lavoro (incentivi alle assunzioni con assorbimento fino al 50 % dei costi sostenuti per i contratti a tempo determinato; detassazione straordinari; contratti di investimento per la creazione di nuove unità produttive con specifici contributi che arrivano fino al 60%)”.
Altre sfide sono quelle dettate dalla transizione energetica e della sostenibilità ambientale: “Tra i progetti richiamati nel Pot, oltre al cold ironing diffuso, c’è la sperimentazione e la creazione di una rete di distribuzione, sull’intero Sistema portuale, del biometanolo, prodotto dal biodigestore del Consorzio Industriale del Nord Est Sardegna, per la nautica da diporto. Segue la cattura dell’energia dal moto ondoso con il ricorso a tecnologie avanzate come il Millepiedi a Porto Torres; la produzione di energia senza consumo di suolo (fotovoltaico verticale lungo le perimetrazioni portuali). Ma anche il rafforzamento del ruolo dei porti come hub dell’energia, un caso tra tutti la realizzazione di un impianto galleggiante di stoccaggio e rigassificazione del Gnl (Floating Storage and Regasification Unit) in area portuale ad Oristano – Santa Giusta”. Snam mesi fa ha avviato un’operazione per rilevare il capitale di Higas, titolare del locale deposito di Gnl, con l’obiettivo di “consentire l’immissione del gas naturale rigassificato dalla futura Fsru di Oristano nella rete di trasporto di prossima realizzazione in Sardegna, che servirà il segmento centro-sud industriale e termoelettrico dell’isola e le utenze delle province di Cagliari, Oristano, Medio Campidano e Sulcis Iglesiente”
Seguono “transizione digitale” e il “ruolo sempre più centrale alla blue economy, in particolare alla nautica e alla cantieristica da diporto”. Per il presidente dell’Adsp Domenico Bagalà “il Pot 2026 – 2028 nasce nel pieno di un cambiamento strutturale degli equilibri globali, che incide direttamente sui traffici, sui costi e sulla competitività dei porti. L’obiettivo è compiere un ulteriore passo rispetto ad un Sistema consolidato quale quello attuale: trasformare questa solidità in capacità di crescita, riposizionando la Sardegna nel Mediterraneo come piattaforma logistica, energetica e produttiva”.
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